Scopri la storia dell’Antica Hostaria Massa di Caserta!
Antica Hostaria Massa di Caserta è molto più che un luogo da scoprire. Rappresenta, sì, un punto di riferimento per la ristorazione campana. Ma orgogliosamente conserva la memoria storica del capoluogo. Da ben due secoli.
Si trova nel cuore del centro antico della città della Reggia. E nasce dall’idea di due intraprendenti mercanti di vino ed olio. Furono loro, nel 1848, ad aprire una locanda all’interno dell’azienda dove vendevano anche cibi cotti.
L’intuizione si rivelò più che felice. Tanto che, in breve tempo, in quella strada che all’epoca era nota come via Jolanda Margherita, i fratelli Massa dovettero dedicarsi anima e corpo alla nuova attività. E il nome che scelsero era destinato a diventare profetico.
Prima ancora dell’unità d’Italia avvenuta nel 1861, infatti, chiamarono il loro locale Ristorante Risorgimento. E la strada, di lì a poco, sarebbe stata ribattezzata via Mazzini in onore del fondatore della Giovine Italia. Negli anni Venti, poi, si trasferirono su una delle spaziose terrazze che affacciano sull’attuale piazza Dante.
Per ben otto lustri a gestire quello che ormai rappresentava una tappa obbligata per gli amanti della buona tavola fu don Peppino Russo a cui, fino al 1992, subentreranno le due figlie.
E dopo qualche anno Massa ritornò nei locali storici di Via Mazzini. Esattamente al civico 55 dove ancora oggi è visibile una lapide di marmo che testimonia il passaggio dell’imperatore Cesare Giuseppe II in visita a Ferdinando IV e Maria Carolina. La guerra consacrò il locale quale luogo prediletto prima dai Tedeschi e poi dagli Americani. Questi ultimi addirittura lo destinarono a club per le attività ricreative dei soldati.
Arriviamo nel 2000. Il locale diventa Antica Hostaria Massa. E di qui in poi saranno due famiglie, i Farina e i Della Rocca, a prendersene cura. Lo rilevano e ristrutturano nella sua totalità. Ma sempre nel pieno rispetto dell’originale architettura. La cui anima, oggi, è sapientemente custodita dalla lungimiranza e dal savoir faire dei fratelli Michele e Antonio Della Rocca.
La famiglia si dedicava al commercio di biancheria all’ingrosso. E terminati gli studi legali, Antonio si è innamorato del progetto. Esattamente come il fratello Michele. Tanto taciturno e diplomatico per carattere il primo, quanto sensibile e perfezionista il secondo. Ed entrambi seguono quotidianamente in prima persona tutte le fasi dell’attività.
L’arredo è curatissimo. Sono state riportate alla luce le maioliche d’epoca che impreziosivano parti delle pareti. E qualche mobile antico rende ancora più suggestivi gli interni. Travi in bella vista totalmente rimesse a nuovo spuntano dal soffitto della sala principale. Qui il magico rituale dell’accoglienza e del servizio si snoda attorno ad un maestoso camino in pietra. Accanto spiccano le tavole del progetto della Reggia di Caserta firmato da Luigi Vanivitelli che l’architetto napoletano, maestro nell’interpretare le tendenze prima del Rococò poi del Neoclassicismo, mostrò al re Carlo di Borbone. Il sovrano ne fu talmente entusiasta che pensò ad un interessante progetto di comunicazione iconografica dell’opera.
Gli oggetti in legno e ferro battuto disseminati un po’ ovunque fanno il resto. L’atmosfera, dunque, è davvero d’altri tempi. Avvolgente e rilassante sì, ma sempre impeccabile. Quasi a non voler dimenticare – nemmeno per un attimo – il glorioso passato. Nessun dettaglio è mai lasciato al caso. A cominciare dal sito che ospita una sezione ben dettagliata su cosa visitare, non solo a Caserta, ma anche nel resto della provincia.
Alle pareti strumenti musicali in ottone e vecchi attrezzi agricoli in ferro quali gioghi dei buoi e carrucole attirano l’occhio anche dell’ospite più affamato. Per ricordare, a chiunque faccia una visita all’Antica Hostaria Massa, che il buon cibo parte dalla terra (la Campania felix tanto cara ai Romani) e va volentieri a braccettos con le note. Infatti, il suono del jazz spesso vi farà compagnia mentre cenate.
I fratelli Massa avevano (ed hanno) comunque un’idea chiara. Portare a Caserta anche una “signora pizza”, oltre naturalmente ad una cucina superlativa. E sono riusciti a concretizzare un concetto duplice e, per loro nello stesso tempo, biunivoco. Quello della ristorazione e della pizzeria. Sempre di grande qualità.
La cucina è affidata all’abilità di Enrico Cosentino. E’ proprio il papà degli scialatielli che assiste – come consulente esterno – le mani dello chef Fabio Mellucci e della sua brigata. Della sala invece si occupa il direttore Gianni Giaquinto con il suo staff. Il primo pizzaiolo è Roberto Squillante. Ad Elpidio Cepparulo è riservata la scelta degli abbinamenti del vino.
La proposta gastronomica può definirsi mediterranea. E la devozione ai prodotti campani è incessante. La rivisitazione dei piatti della tradizione viene eseguita senza mai strafare. E un’altra bella ed intrigante sorpresa resta la cantina. A dieci metri di profondità, è uno spazio “nato quasi come scommessa”, ci confida Michele Della Rocca. Con oltre cento etichette, è disponibile per eventi e piccole degustazioni.
Non fatevi spaventare dai numeri, però! I 120 posti interni e gli altrettanti comodamente sistemati nel giardino all’aperto non concedono nulla all’approssimazione. Anche all’esterno la parola d’ordine è il culto dell’ospite, dal primo all’ultimo minuto della sua permanenza all’Antica Hostaria Massa.
*Foto per gentile concessione dei fratelli Della Rocca
