Scopri perché il timo profuma di salute!
Piccolo, tenace, profumato: il timo non ha bisogno di grandi quantità per farsi riconoscere. Aroma intenso, storia millenaria e una sorprendente ricchezza di composti vegetali fanno il resto. Ecco perché questa pianta merita un posto in cucina. Basta un rametto tra le dita perché il suo profumo persistente e leggermente balsamico riempia l’aria.

È una delle erbe aromatiche più caratteristiche della cucina mediterranea, ma la sua storia va ben oltre la gastronomia. Da secoli il timo viene utilizzato ed è stato studiato per la presenza di oli essenziali e composti fenolici, tra cui timolo e carvacrolo. Il suo interesse nutrizionale non sta tanto nelle quantità di vitamine e minerali che contiene, quanto nella sua ricchezza di sostanze aromatiche e fitochimiche.
Timo, un’erba dalla grande personalità
Non dimentichiamo che il timo è una pianta aromatica originaria dell’area mediterranea e oggi coltivata in molte parti del mondo. Ama il sole, i terreni ben drenati e le condizioni relativamente asciutte. Ma quali sono i benefici per la nostra salute? Innanzitutto è un concentrato di sostanze antiossidanti. Quindi contrasta l’invecchiamento precoce delle cellule. La firma aromatica del timo, in ogni caso, consiste in due nomi: timolo e carvacrolo, sostanze note per le loro proprietà antimicrobiche ed antiossidanti.

Altra buona notizia è che il timo aiuta la digestione. Utilizzato da tempo anche sotto forma di infuso, le sue sostanze aromatiche danno benessere dopo il pasto e poi non serve mangiarne tanto. Il suo valore sta soprattutto nella densità aromatica e nella presenza di composti vegetali bioattivi. In altre parole, non dobbiamo mangiarne un piatto intero per beneficiarne. Dobbiamo imparare a usarlo bene.
Come comprare e conservare il timo
Se lo acquistiamo fresco, bisogna guardare i rametti. I migliori sono verdi e brillanti, senza parti annerite; profumati già avvicinandoli al naso; con foglioline ben aderenti ai rametti; privi di muffe o parti molli e non eccessivamente appassiti. Sia fresco che secco, questa erba ha comunque un posto nella nostra cucina. Il primo tipo è perfetto per pesce, verdure, carni bianche, patate e preparazioni con una nota aromatica fresca. Il secondo, invece, ha un profilo più concentrato. È pratico e può essere conservato a lungo. E non scordiamo che in quest’ultimo caso, va utilizzato in quantità inferiori rispetto all’altro.

Il timo in cucina
Stiamo parlando di uno degli ingredienti più versatili della cucina mediterranea. Può accompagnare carni, pesce, verdure (sia primaverili che autunnali), legumi, patate, funghi, uova e cereali. Si sposa bene anche con limone, aglio, cipolla e olio extravergine d’oliva. Una delle sue qualità migliori è quella di riuscire a dare profondità a una ricetta senza appesantirla. Il timo è ottimo col pollo al limone. Basta rosolare i bocconcini o i filetti di carne in padella con poco olio ed aggiungere succo e buccia di limone, qualche rametto di timo e pepe. Lasciare cuocere fino a quando la carne sarà ben cotta. La stessa cosa vale per i pesci e le verdure al forno, al vapore o lesse.

*Foto IStock
