Manzo Campagnuolo, quando il vino è “questione di famiglia”

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Vi raccontiamo la storia dell’enoteca Manzo Campagnuolo!

Manzo Campagnuolo, due cognomi che a Salerno hanno fatto e fanno la storia del vino. L’enoteca è una realtà storica della città di Arechi ed è oggi alla terza generazione. Alla guida c’è un doppio timone, Antonio Manzo e il figlio Simone. E, ad entrambi, il vino scorre nel sangue! Almeno da quando, negli anni Cinquanta, papà Salvatore lavorava a piazza Flavio Gioia, da tutti conosciuta come la “Rotonda” dove un tempo in città si faceva il mercato del pesce, nella cantina “Campagnuolo”.

 

Antonio e Simone Manzo, proprietari dell’Enoteca Manzo Campagnuolo di Salerno

 

Campagnuolo, cantina ed osteria d’altri tempi

“Campagnuolo”, dunque, nasce come cantina ed osteria. Da quando, nella Salerno post bellica, si potevano comprare vino e olio sfusi insieme a qualche bibita. E chi voleva, poteva fermarsi a mangiare i piatti tipici della cucina salernitana. Oltre che bere, ovviamente. E l’allora proprietario fu lungimirante. Samuele Giugliano non solo brevetta il marchio. Ma soprattutto decide di creare diversi punti vendita in città. Una sorta di franchising ante litteram, in sostanza, del quale Salvatore nel 1956 rileva il negozio che gli era stato affidato in gestione. L’obiettivo era promuovere l’attività commerciale nella zona orientale. Tanto è vero che, da allora, al civico 44 di via Lungomare Colombo la bottega del vino staziona con la stessa passione di sempre. Il nome però è diventato “Campagnuolo Manzo”.

 

Un po’ di foto che ritraggono Salvatore Manzo in gioventù e il figlio Antonio da piccolo

 

L’enoteca Manzo Campagnuolo apre nel 1956

Anno 1956. L’enoteca Manzo Campagnuoloprende forma. La sostanza c’era già. La passione pure così come la competenza e la dedizione al lavoro. Giorno dopo giorno i Manzo costruiscono il loro successo sulla propria competenza senza dimenticare mai le loro origini. E negli anni Ottanta tocca ad Antonio prima affiancare, poi sostituire il padre.

 

Il marchio dell’Enoteca Manzo Campagnuolo e l’ingresso del negozio negli anni Cinquanta

 

Antonio al timone dell’enoteca Manzo Campagnuolo

Giovane, dinamico e con tanta voglia di fare, Antonio Manzo subentra alla guida dell’enoteca. E, a dire il vero, ci confessa “non vedeva l’ora”. Cresciuto a pane e vino, aveva lavorato dodici anni come buyer e direttore acquisti da Caramico. Aveva maturato una notevole esperienza nel settore che gli sarebbe poi risultata utile per arricchire la sua filosofia commerciale. Quella di valorizzare le etichette più e meno importanti in un ambiente che al solo avvicinarsi fa assaporare il vino nella sua accezione più vera. Commerciante per tradizione, Tonino diventa nel 2004 sommelier professionista. Alla sua conoscenza del vino contribuisce non solo la teoria ma anche la pratica. Viene eletto, tra l’altro, come responsabile della brigata di servizio dell’Associazione Italiana Sommelier.

 

Una panoramica degli articoli (anche natalizi) dell’Enoteca Manzo Campagnuolo di Salerno

 

La ricerca di nuovi prodotti lo appassiona da sempre tanto è vero che non si limita a tenere i grandi nomi ma si ritaglia costantemente qualche giornata per visitare direttamente le cantine e poter poi proporre qualche prodotto nuovo. “Non è pensabile rinunciare al contatto col produttore – ci confessa – è lui che fa, sa e spiega il suo miracolo. Poter raccontare poi a chi viene da noi la storia, il luoghi, i metodi di lavorazione, le tradizioni, i prodotti non è un processo che recuperiamo dal web o dai rappresentanti”.

 

Lo spazio esterno dell’Enoteca Manzo Campagnuolo di Salerno

 

“Campagnuolo Manzo”: enoteca sì, ma non solo

Da qualche tempo, “Campagnuolo Manzo” non è solo enoteca. Chi ha voglia e tempo si può trattenere ai tavoli di legno e ferro battuto sistemati davanti al locale per degustare un calice abbinandolo a formaggi e salumi, soprattutto cilentani. “La nostra intenzione è di superare il secolo di storia – afferma Simone – la nostra idea è di affiancare all’attività storica del locale anche qualche tavolo per le degustazioni; l’enoteca non è un semplice luogo dove vendere una bottiglia; qui si fa la conoscenza con un universo affascinante nel quale ci si intrattiene volentieri con qualche amico, con il proprio partner, con un collega di lavoro”. L’enoteca è sempre aperta (domenica mattina compresa) e non ci si limita a grappe, distillati, bollicine o vini: da Tonino e Simone si possono acquistare anche salumi e formaggi che altrove è difficile trovare.

 

 

La qualità come punto di forza di Campagnuolo Manzo

E la parola d’ordine non è cambiata mai. Dagli anni Cinquanta la qualità è il punto di forza di Campagnuolo Manzo. Nella ricerca dei prodotti, nell’accoglienza e nel servizio. Anche per lo sfuso. Sì, avete capito bene. Perché qui ci si industria da mattina a sera anche per trovare la soluzione più innovativa per garantire al signor vino la migliore conservazione. Insieme alla possibilità di berlo successivamente con le medesime caratteristiche organolettiche proprio come alla mescita. E per chi come loro rispetta e valorizza il vino come una creatura che vive anche nelle botti o dopo l’imbottigliamento è un altro tassello che si aggiunge al proprio stile professionale. So bene che, esattamente come me, Tonino non crede che esista il vino migliore ma semplicemente “quello che riesce ad emozionarti”. E mi viene da chiedergli qual è il suo preferito. A me lo ha detto ma, se siete curiosi, andate a scoprirlo da voi!

 

La postazione dello sfuso nell’Enoteca Campagnuolo Manzo di Salerno

 

*Le foto sono di Maurizio Cuoco