Fashion green, moda e ambiente a braccetto

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Scopri cos’è la fashion green!

Abiti da sera e prêt-à-porter realizzati per la fashion green! Vale a dire con stoffe bio e colorati con ortaggi, frutta, radici, foglie e fiori. Sta prendendo piede sempre più questa moda che possiamo definire un intreccio tra agricoltura, ambiente e abbigliamento!

 

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L’associazione femminile di Cia-Agricoltori Italiani Donne ha subito aderito alla “nuova moda”. L’industria contemporanea del tessile-moda è la seconda più inquinante al mondo dopo quella petrolifera  ed è responsabile del 10% delle emissioni totali di CO2 e del 20% di tutte le acque. Ed è per questo che l’idea di creare una filiera del tessile made in Italy 100% ecosostenibile, con tessuti e tinture naturali è una operazione meritevole per ridurre il suo impatto sul pianeta.

 

Ecco cosa intendiamo per fashion green. E’ così che uno dei legami più antichi della storia dell’umanità potrebbe diventare un’avanguardia quasi futuristica: quello fra le donne e la produzione di tessuti, che rimanda persino a divinità e figure mitologiche e che oggi è simbolo di sostenibilità, parola chiave di questo periodo.

 

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Un marchio per la fashion green

Nasce così il marchio “Agritessuti”. Intorno a questo lavorano imprenditrici agricole, docenti e ricercatrici che sfruttano al meglio le potenzialità delle fibre tessili naturali, coerentemente con quanto stabilito dal Fashion Pact promosso dall’ultimo G7. Allora mentre le immagini della Foresta amazzonica in fiamme fanno il giro del mondo, anche la moda si è compattata per la difesa dell’ambiente. Ha siglato, proprio in virtù della Per la fashion green, un patto e cercando di superare gli interessi particolari ed i confini nazionali.

 

Ben 32 aziende internazionali, dal lusso al fast fashion, dal tessile alla distribuzione, hanno deciso di impegnarsi contro il riscaldamento globale, il ripristino della biodiversità e la salvaguardia degli oceani. Questo è stato subito chiaro alle imprenditrici agricole ideatrici del progetto “Donne in campo”. Secondo la Cia, la produzione di lino, canapa e gelso da seta oggi coinvolge circa 2mila aziende agricole in Italia, per un fatturato di quasi 30 milioni di euro se si considerano anche le attività connesse.

 

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Cifre in aumento per la fashion green

Se la filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio. Per esempio, coinvolgendo anche le 3mila imprese produttrici di piante officinali, alcune anche tintorie, come lavanda e camomilla. Poi associando anche la tintura ottenibile dagli scarti dell’agricoltura, come le foglie dei carciofi, le scorze del melograno, le bucce della cipolla, i residui di potatura di olivi e ciliegi, i ricci del castagno. Una filiera tutta da costruire per la quale si sta sviluppando know-how e passione.

 

Progetti come questi riversano i problemi ambientali nel mondo della moda così da riuscire ad innescare nella mente dei consumatori una certa coscienza ambientale. Agritessuti ha dunque i mezzi per rispondere alle sollecitazioni dell’ONU che con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile chiede a gran voce lo sviluppo di nuovi sistemi di produzione a minore impatto ambientale che comprendano il riciclo e pratiche di economia circolare.

 

di Daniela Pastore