Estate a Salerno, traffico e trasporti mali di stagione

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Ecco perché l’estate a Salerno è da boicottare!

Al primo posto tra le criticità dell’estate salernitana resta il problema degli spostamenti. Direzione? Le località di mare e le altre aree della provincia di Salerno inserite nei tour turistici. Appena la stagione turistica entra nel vivo, vanno in archivio buoni propositi, disegni, progetti di miglioramento della qualità della vacanza nella nostra provincia. Tutto viene travolto dalla gestione del quotidiano flusso di visitatori. Insomma, prende il sopravvento il più classico dei “pensiamo a lavorare” e “non balocchiamoci con le chiacchiere”. 

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Probabilmente è un rito consolatorio di massa rispetto al ripetersi di situazioni talmente radicate nell’immaginario collettivo da non sembrare più emergenziali o ottimizzabili. L’ultima ricognizione della Banca d’Italia sulla percezione che i turisti stranieri hanno dell’offerta dell’estate in provincia di Salerno pone il problema dei trasporti al primo posto.

 

La rete infrastrutturale in estate

E’ del tutto evidente che la costruzione di una “rete” di infrastrutture resta la priorità capace di attivare o meno il salto di qualità in termini di attrattività. Perché uno degli obiettivi principali è una più efficiente fluidificazione dei flussi di visitatori tra le varie sub-aree a vocazione turistica della provincia. In altre parole, se viene d’estate a Salerno il turista non è sufficientemente incentivato a recarsi in aree diverse da quelle dove risiede

 

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Insomma, la mobilità che si vive in estate a Salerno si traduce da decenni in un fattore che diminuisce la permanenza dei visitatori. Intorno alla mobilità – e anche questa è storia vecchia – insistono problematiche ancora più antiche che, però, negli ultimi due o tre anni sono state finalmente affrontate. Per esempio: non è soltanto con i grandi attrattori che si può pensare di innovare e dinamicizzare ulteriormente l’economia turistica provinciale.

 

Anzi, proprio supportando l’interrelazione virtuosa tra grandi e piccoli attrattori – tra aree di costa e zone interne – si può tentare di aggregare nuovo fatturato alla filiera dell’ospitalità e dell’accoglienza. Come è altrettanto arcinoto che senza sinergie pubblico/privato – alla pari e senza meccanismi influenzati dalla pervasività della politica – anche la qualità dei trasporti non può migliorare. Ma, intanto, l’estate avanza e non c’è tempo – così dicono – per “filosofeggiare”. Se ne riparlerà in vista della prossima stagione turistica. Tanto, l’unità di misura temporale per risolvere i problemi (non solo nel turismo) è incentrata, come è noto, sui decenni.

 

di Ernesto Pappalardo*

*direttore Salerno Economy