Porchetto allo spiedo, la Sardegna in tavola

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porchetto sardo
Il porchetto sardo è tra i piatti più tipici della tradizione culinaria della Sardegna

Scopri come preparare il porchetto allo spiedo!

Il porchetto allo spiedo merita un posto d’onore nella cucina sarda. Il porceddu un maialino da latte cotto allo spiedo e, a seconda delle zone, assume vari nomi. Poscheddu o porcheddu a Sassari, polceddu o polcheddu ad Olbia, procceddu nel Campidano e coppieddu a Nuoro. Ma comunque ha un sapore unico.

 

 

Preparazione e cottura del porchetto allo spiedo

Cuocere il porchetto allo spiedo significa andare indietro nella tradizione rurale e pastorale. Contadini e pastori, infatti, avevano il loro rituale per la preparazione e la cottura del porchetto sardo. Il maialino da latte pesa tra i 4 e i 7 kg, deve avere tra i 40 e i 60 giorni ed essere stato alimentato esclusivamente con latte materno.

 

Prima della cottura, viene aperto a metà ed eviscerato ma lasciato intero, comprese coda, testa e cotenna (che durante la cottura diventerà croccante) da bucare prima della cottura. Insaporiamolo con erbe aromatiche tipiche dal mirto all’alloro, rosmarino, timo e finocchio selvatico e mariniamolo per alcune ore.

 

La cottura del porchetto allo spiedo

Dobbiamo infilzare su uno spiedo di metallo il porchetto. Possiamo lasciarlo aperto o ripiegarlo su se stesso e legato con lo spago.

 

Le tre tecniche di cottura del porchetto allo spiedo

La cottura tradizionale è in verticale in cui i porchetti si dispongono uno di fianco all’altro davanti alle braci ardenti. La cottura è indiretta e quindi lunga almeno quattro ore. E’ adatta per i maialini di grande pezzatura, cioè oltre i 10 chilogrammi. Occhio a rigirare di tanto in tanto gli spiedi e controllare che la carne non secchi troppo.

 

Altri praticano la cottura allo spiedo orizzontale, come quella dei polli nel girarrosto in cui il calore arriva dal basso. È il caso dei maiali piccoli, al massimo 5 chilogrammi. Altra tecnica è la sepoltura o cottura interrata, tipica della zona della Barbagia (Nuoro). In una fossa bruciamo i rami di mirto con le erbe aromatiche e poi appoggiamo sopra questo strato il maialino da latte eviscerato e salato. Lasciamo cuocere lentamente per almeno sette ore.

 

*Foto IStock