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mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Cucina di Pasqua, la tradizione a tavola

Ecco la cucina di Pasqua, tradizionale e irrinunciabile!

Alimenti “puri” ed “impuri” della cucina di Pasqua. O anche chiesa e cibo. Il binomio da sempre estremamente condizionato e condizionante. Soprattutto in occasione di questa ricorrenza.

Per parlarvi della cucina di Pasqua, partiamo da Isidoro da Siviglia. Era lui a lodare nei cosiddetti giorni di magro l’utilità morale del digiuno. Insieme all’astensione dalla carne. Perché, mangiandola, si genera piacere nel corpo che scaldandosi nutre ogni vizio!

Poi arriviamo alla teoria degli umori di Galeno. Secondo lui, i cibi determinano il temperamento dell’uomo tendente alla lussuria se preferisce le carni.

Digiuno e magro

Il cristiano devoto durante il Medioevo, però, rifuggiva dagli eccessi. E si concedeva quattro periodi di magro e digiuno. Ognuno di 40 giorni. L’Avvento. Poi la Quaresima. Quindi la Pentecoste. E, infine, quello successivo la festa della Santa Croce. Che si celebra il 14 settembre. 

Oggi è proprio nella cucina di Pasqua che queste abitudini rimangono. Innanzitutto il venerdì. In questo giorno, per prepararsi a festeggiare la resurrezione di Gesù, scattavano i divieti. Niente carni, lardo e strutto. Né latte, uova e formaggio! E per cucinare si usava solo olio di noci.

La festa delle uova (di Pasqua)

Poi però era davvero festa grande in tutti i sensi per celebrare anche il ritorno della primavera. Le uova in particolare, erano uno dei principali cibi da evitare in questo periodo. E il sabato santo venivano benedette in ciascuna parrocchia dopo averle dipinte con i colori più brillanti.

Le uova di Pasqua si scambiavano allora e si scambiano volentieri ancora oggi. E non solo tra amici e parenti. Simbolo di vita e di rigenerazione, già i Romani le reputavano capaci di assicurare fertilità al raccolto. E sotterravano un uovo dipinto di rosso nei campi.

Agnello e colomba pasquali

Ma non è Pasqua senza agnello e colomba. Vittima sacrificale da offrire prima agli dei prima a Gesù poi, la colomba è il simbolo di speranza. E abbinata all’ulivo indica una rinnovata umanità dopo il diluvio universale.

Carne, valori nutrizionali

La carne di agnello ha un buon tenore proteico e in lipidi. Il contenuto di colesterolo totale è di circa 75 milligrammi per ogni 100 grammi di prodotto. 

Pur se molto digeribile, contiene sodio, potassio e calcio. Insieme a fosforo, magnesio e zinco. Ancora, selenio e vitamine B1, B2 e PP. Se la prepariamo al forno, acquisiamo con una porzione 1200 kilocalorie.

Uova di cioccolato

Quanto incidono sulle calorie dei giorni di festa? Intanto dipende dalle quantità che introduciamo. Sul piano dell’apporto calorico, la cioccolata rappresenta un vero concentrato d’energia. 100 grammi di fondente contengono 555 kilocalorie. E lo stesso dicasi della stessa quantità di quello al latte. Mentre saliamo a 571 con quello bianco.

Colomba

Simbolo universale di pace e purezza, la colomba ha origini antichissime. E l’usanza di regalare questo dolce sia risale all’assedio di Pavia. Quando il re longobardo Alboino si vide recapitare un pan dolce da un artigiano per far pace.

Il dono fu così gradito da spingerlo a risparmiare la città e gli abitanti. Da un punto di vista nutrizionale, è simile al panettone. E perciò contiene tra le 400 e le 450 calorie ogni 100 grammi.

cucina di pasqua pastiera napoletana

Pastiera

La pastiera è immancabile sulle tavole pasquale. Ma 100 grammi corrispondono a 400 kilocalorie. Il suo aroma è qualcosa a cui non osiamo neppure pensare di rinunciare. Ma occhio a non esagerare!

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