Giornata internazionale del caffè, inno alla famosa tazzulella

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giornata internazionale del caffè

Celebriamo oggi la Giornata Internazionale del caffè!

Lo dice anche la Fondazione Veronesi. E in occasione della Giornata internazionale del caffè, che si celebra il primo ottobre, non possiamo non ribadirlo. Il caffè fa bene. E non poco. Nel senso che i rischi per la salute sono inferiori ai benefici che apporta. Quindi i coffeelovers possono gioire. Anche perché tra i vantaggi di cui possono godere c’è quello che sono più attenti e concentrati rispetto a quanti non lo bevono.

 

giornata internazionale del caffè

 

Che sia poi una bevanda irrinunciabile è risaputo. E altrettanto che non debba mai mancare nelle nostre giornate. È la sveglia consueta al mattino. La pausa ideale a metà giornata. E non esiste un dopopranzo senza l’amata tazzulella. Poi, di pomeriggio, chi non cede ad un bel caffè ristoratore, oltre al fatto che rappresenta un rito di socializzazione mondiale.

 

Giornata internazionale del caffè, quanto berne al giorno

Ma quanto caffè bere al giorno? Diciamo che nel nostro paese, l’italiano medio ne consuma in media almeno un paio di tazzine. Cifra chiaramente variabile a seconda degli impegni, dello stress accumulato e del break che ci ritagliamo ogni tanto. Che ci serve per staccare, ricaricare le pile e continuare le nostre attività!

 

Ma se celebriamo la Giornata internazionale del caffè dobbiamo capire quanto e perché questa bevanda faccia bene realmente. Esiste di sicuro qualche controindicazione. Ma i giovamenti, dicevamo, superano gli svantaggi. Lo riporta a chiare lettere uno studio, tra i tanti pubblicati, uscito sul New England Journal of Medicine.

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Ne possiamo bere quotidianamente quattro o cinque tazzine. E, se siamo in salute e non abbiamo particolari problemi, escludendo gravidanza e allattamento per le donne, consumare caffè ha effetti positivi sulla nostra salute. Innanzitutto nello sviluppare molte malattie croniche.

 

Le proprietà

Ricco di antiossidanti, ci aiuta prima di tutto a combattere i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare. Stimola poi il sistema nervoso centrale e, pur bevendone le quantità indicate, non si supera l’apporto pari a 400 milligrammi di caffeina sicuro per gli adulti sani. Chi invece assume farmaci quali broncodilatatori, antibiotici chinolonici, antidepressivi e antipertensivi deve fare più attenzione.

 

Passiamo adesso alla salute cardiovascolare. Secondo quanto riportato sul sito della Fondazione, “nel breve termine possono aumentare i livelli della pressione sanguigna. Ma mantenendo i consumi regolari, nel tempo l’organismo sviluppa una forma di tolleranza che pone i consumatori più assidui al riparo dal rischio di sviluppare l’ ipertensione a causa del caffè. A smorzare l’effetto sulla pressione sanguigna, anche tra coloro che partono già ipertesi, potrebbe essere l’acido clorogenico contenuto nella bevanda”.

 

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La conclusione, quindi, è che anche se si soffre di pressione alta, non esiste alcun divieto di bere caffè. Quanto al colesterolo, poi, chi beve caffè non filtrato può avere qualche problema. Quindi ci sono coloro che prediligono l’espresso, il caffè della moka e l’istantaneo. Ma limitando il consumo della bevanda non filtrata e rispettando le quantità indicate per le altre varianti, si possono tenere sotto controllo i livelli di colesterolo sia totale che Ldl. Inoltre, se si consuma regolarmente, non sembra aumentare il rischio di ammalarsi di fibrillazione atriale né di sviluppare malattie delle coronarie o avere ictus.  

 

Anche nel caso di tumori, il caffè non crea un rischio maggiore di ammalarsi o morire per cancro. Anzi. Chi beve caffè quotidianamente, sembra essere, qualche situazione, addirittura maggiormente protetto. Ci riferiamo qui alle neoplasie del fegato e del corpo dell’utero. Altri studi, inoltre, hanno messo in evidenza che un consumo regolare di caffè è associato a una ridotta probabilità di sviluppare un tumore della pelle, al seno e alla prostata.

 

La ricerca

Che siamo poi più pronti e reattivi bevendolo non è più una diceria popolare ma finalmente un dato scientifico. Una ricerca condotta dalla School of Medicine della University of Minho (Portogallo), promosso dall’Institute for Scientific Information on Coffee – ISIC e pubblicato su Molecolar Psychiatry, ha analizzato gli effetti del consumo di caffè sulle interazioni tra diverse aree del cervello. Ed è venuto fuori che si sviluppano effetti benefici sulla connettività e la funzionalità tra le diverse aree cerebrali. In altri termini, si migliorano il controllo del movimento, della memoria e della capacità di apprendimento.

 

*Foto IStock