Metti una domenica a pranzo… al Megaron

0
267
megaron

Scopri le bontà del Megaron di Paternopoli!

Il Megaron di Parternopoli è per noi una conferma! Di una domenica di primavera strana, uggiosa, scandita da pioggia e nebbia che ci fa tornare a novembre. Eppure siamo a metà maggio e abbiamo accolto molto volentieri l’invito di Valentina Martone.

 

megaron

 

Siamo consapevoli che il sacrificio vale assolutamente il viaggio. Destinazione: il ristorante Megaron a Paternopoli in provincia di Avellino. Una certezza tra i luoghi del dove mangiare in Irpinia che conosciamo dai tempi de “Le ricette dell’Irpinia”. Il testo, uscito a firma della giornalista enogastronoma Maristella Di Martino, fa data 2007. Da allora le cose sono cambiate, ma decisamente in meglio.

 

Manchiamo da un po’ ma l’accoglienza che ci riservano al Megaron lei e il marito Giovanni è più che calorosa. Ci sentiamo subito a casa. Arriviamo a Paternopoli e sembra che il tempo annunci una maggiore clemenza per il pomeriggio. Ed così è. La certezza che ci guida è che al ristorante Megaron l’attenzione per i prodotti del territorio è altissima. Assaggeremo i sapori di una volta, rivisitati dalle mani sapienti di Valentina Martone. Lei è la chef che dalla spesa alla realizzazione dei piatti si fa in quattro e ci mette il cuore in tutto ciò che realizza.

 

megaron

 

 

Paternopoli è terra d’orti e di cantine dove il tempo sembra essersi fermato e da mattina a sera non si contano i sacrifici per coltivare i campi e far arrivare a tavola genuinità e varietà che rispecchiano, fedeli, i ritmi di madre natura.

 

L’apertura delle danze è un entreé di pane e prosciutto con primo sale. Seue una polpetta di pane con tartufo e provola affumicata su letto di pomodoro. Una zuppa di piselli con stracciata di Montella e perlage di acciughe di Cetara anticipa i conchiglioni con broccolo aprilatico.

 

I sapori del passato ritorna intenso nel campanello preparato con la parte della coscia di vitello. Questo taglio non nobile della carne si cucinava nel sugo della domenica e la chef propone cuocendolo nel Taurasi con un boccone di scarola del proprio orto. Eh si, Valentina Martone è tra i pochissimi ristoranti campani ad approvvigionarsi della materia prima che le occorre direttamente dal campo di famiglia.

 

Il finale è “dolce” al Megaron. Ma prima conserviamo un po’ di spazio per il predessert. Un pecorino di Carmasciano e un caciocavallo stagionato 14 mesi con una marmellata di cipolla ramata molto delicata. Chiudono una gelatina di peperone con cannella e un fico nel vino. La semplicità trionfa nella bavarese al cioccolato con fragole che ci regala un’ulteriore emozione. Infine una crostata di fichi, una con l’uva passa e un biscotto al cioccolato.

 

megaron

 

Al ristorante Megaron il lavoro è continuo. Dall’orto (dislocati tra contrada San Felice e Piano del Bosco) alla tavola, dal pane (col tartufo, con i pomodori e con le noci per citare quelli che ci vengono in mente) alla pasta fino ai dolci. La giornata è scandita da precisi rituali che valorizzano una terra che profuma di genuino ad ogni passo.

 

Accanto al locale c’è il Vinarium, una sala riservata ai vini, prevalentemente del territorio. E’ allestito un comodo angolo relax con divano e poltrone per le degustazioni. La lezione di papà Luigi è stata non solo appresa. La si è migliorata per comunicare agli ospiti in ogni piatto un messaggio sincero di amore per la propria terra. Ricordiamo, infatti, che Valentina Martone e il martino Giovanni sono da anni impegnati nella valorizzazione del broccolo aprilatico in cui