Scopri quanto e perché fa bene l’orata!
Ha il colore dell’oro e un carattere tutto mediterraneo l’orata. Con quella sottile fascia dorata tra gli occhi che le dà il nome, è uno dei pesci più riconoscibili dei nostri mari. Delicata ma saporita, compatta ma non asciutta, si presta a cotture semplici che ne valorizzano la carne senza bisogno di condimenti elaborati. E l’orata, pur non essendo tra i pesci più ricchi di grassi omega-3 come salmone, sgombro o sardine, offre comunque una combinazione interessante di nutrienti.

Proteine, il primo punto di forza dell’orata
Come molti pesci, l’orata rappresenta una buona fonte di proteine ad alto valore biologico. Queste sono indispensabili per costruire e mantenere muscoli e altri tessuti dell’organismo e partecipano a numerosi processi fisiologici. Il vantaggio dell’orata sta anche nella sua versatilità. Può essere utilizzata come secondo piatto , inserita in un pasto completo con verdure e cereali oppure trasformata in preparazioni più elaborate. La sua carne, compatta ma delicata, permette inoltre di utilizzare tecniche di cottura senza molti grassi aggiunti.
Non è un pesce completamente magro l’orata. Sono presenti acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, oltre a una quota di saturi ed omega-3 amici del cuore. Contiene poi la vitamina B12 (coinvolta nel funzionamento del sistema nervoso, nella formazione dei globuli rossi e nel metabolismo energetico), fosforo e altri micronutrienti.

Orata, interessante e light
Una delle qualità gastronomiche più apprezzate dell’orata è la sua capacità di essere nutriente senza risultare pesante. La carne è delicata e può essere cotta al forno, alla griglia, al cartoccio, al vapore o in padella. Il segreto è spesso nel condimento. Un’orata cotta al forno con limone, prezzemolo e olio è un piatto diverso da quella fritta o con salse. Ma come riconoscerne la freschezza e convincerci all’acquisto? E, soprattutto, salutare? L’aspetto può dire molto. Un’orata fresca dovrebbe avere occhi limpidi e brillanti; branchie umide; pelle lucida; carne compatta; odore di mare.
Come cucinare l’orata
E’ un pesce, l’orata, che chiede rispetto. La sua carne non ha bisogno di essere nascosta sotto intingoli elaborati. Le cotture più semplici sono spesso quelle che ne valorizzano meglio il profilo gastronomico. Sì al classico dei classici… L’orata al forno alla mediterranea. Puliamo il pesce, inseriamo qualche fetta di limone, prezzemolo e uno spicchio d’aglio. Sistemiamola in una teglia con pomodorini, olive e qualche fettina di patata e condiamo con olio extravergine d’oliva, poco sale e pepe. Inforniamo finché la quando la carne si stacca facilmente dalla lisca. Ottima anche quella al cartoccio, con fettine di arancia e limone, finocchietto, prezzemolo, pepe e un filo di olio.
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Un’altra possibilità è prepararla in padella con pomodorini e olive. L’orata va sfilettata e i filetti cotti dalla parte della pelle in una padella con olio extravergine. Uniamo pomodorini, olive, capperi e prezzemolo. O anche possiamo dedicarci una bella insalata tiepida, una preparazione perfetta anche per l’estate. Cuociamo il pesce al vapore o al forno, eliminiamo la pelle e le lische e uniamola a patate lesse, fagiolini, pomodorini e rucola condendo con olio extravergine, limone, prezzemolo e pepe. L’abbinamento con verdure di stagione è superlativo. Per una versione più contemporanea, cuociamo il filetto di orata al forno e serviamola con zucchine, carote e finocchi tagliati sottilmente. Completiamo con olio extravergine, buccia di limone e qualche goccia di succo.
*Foto IStock
