Ecco le calorie necessarie per essere in forma!
Sono i nutrizionisti a metterci in guardia sulle calorie. Nei giorni pasquali possiamo ingrassare fino a 3 chili. L’ammontare delle calorie consumate in un festeggiamento “medio” sfiora le6mila. Come? E’ presto detto. Se pensate che 50 grammi di cioccolato al latte ha le stesse calorie di un piatto di passata e fagioli, una fetta di pastiera supera l’apporto di una porzione di pasta al ragù o lasagne (600).

E che dire della colomba? Ha addirittura più calorie di un piatto di gnocchi (circa 400). Ancora, 100 grammi di cioccolato al latte sfiora le 500 calorie, senza contare il salame (3 fettine equivalgono a 100 grammi di pizza) e naturalmente gli alcolici. Vino, birra e spumante incidono pesantemente sull’apporto calorico complessivo di un pasto.
Per l’uovo di Pasqua assumiamo 555,5 calorie ogni 100 grammi di cioccolato puro; 549,1 se lo mangiamo al latte e 571 se bianco. Si può ancora salire se sono presenti nocciole, mandorle, pistacchi, granella di zucchero, meringhe e liquori! Un po’ meno ma pur sempre una bomba è anche la colomba: le calorie per la ricetta tradizionale oscillano tra le 400 e le 450 ogni 100 grammi. Se si opta per qualcosa di più elaborato, si raddoppiano.

Pasqua in Campania…
Ma Pasqua è Pasqua. La mente va ad un menu gustoso e semplice da realizzare per chi ama trascorrere il pranzo in casa, in compagnia di amici e parenti. I piatti, ovviamente, saranno ricchi, a base di carne e con qualche concessione in più rispetto alla dieta abituale. Oltre a rispettare la tradizione, questa festività diventa occasione per assaggiare qualche prodotto di stagione. La primavera è sinonimo di piselli, asparagi, carciofi, fragole e chi più ne ha più ne metta. Via libera alla fantasia per deliziare il palato di adulti, anziani e piccini.
In Campania le nonne ci hanno insegnato innanzitutto lasagna o fettuccine con asparagi e spinaci. Per secondo scelta tra polpettone ripieno con piselli, salsicce al forno o agnello con patate. Grande intermezzo la classica felliata. Si parte da sabato santo. Alle 14 lo spuntino a pranzo prevede tortano, scarola incappucciata condita all’agro con olio extravergine d’oliva, sale doppio, pepe decorticato, aceto o limone e finocchi. A sera, invece, ci si mantiene leggeri con vermicelli di scammaro e carciofi lessi con pinzimonio.

La domenica, poi, è festa grande. Un break da non perdere è quello a mezza mattinata dove regnano affettati misti con uova sode, olive e verdure o ortaggi sott’olio con un’immancabile fettina di tortano. Il pranzo è superlativo. Al piatto santo (‘o beneditto) già presentato come felliata, segue un ricco sformato di tagliatelle, il tradizionale agnello o capretto arricchito con patate al forno. Ancora, i carciofi lessi con pinzimonio o dorati e fritti e per finire finocchi e frutta fresca di stagione, non senza l’inimitabile pastiera.
…e la Pasquetta
Il lunedí in Albis, al contrario, è il giorno dello stare tra amici in mezzo alla natura e della gita fuori porta per cui vada per il pranzo al sacco. Si a porzioni anche abbondanti di frittate di maccheroni, di fette di tortàno o di pizza rustica con formaggi ed affettati misti. E ovviamente la pastiera. Chi resta a casa, invece, si può dedicare un antipasto di formaggi ed affettati misti, tagliatelle al ragú d’agnello con coratella alla francese, parmigiana di carciofi e di sicuro una fettina di pastiera.

