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domenica, Febbraio 5, 2023
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Alla Corte dei Briganti, cibo e amicizia

Alla corte dei Briganti è un nome che sa di buono, di genuino e di casa. Si perché è bastata una visita in compagnia di una coppia di amici storici, Miriam e Peppe, a farmi scoprire un posto che difficilmente dimenticherò. Da tre anni Olinda Auletta ha creato un buon retiro facendo del sorriso e dell’accoglienza familiare i suoi punti di forza proponendo la squisita lezione appresa dalla nonna, scandita da una manualità e disponibilità di materia prima che ha eguali in poche regioni d’Italia. Patron e chef del locale che si trova a Sieti, a Giffoni Sei Casali, Olinda sa il fatto suo e sciorina una serie di piatti che restano impressi nella memoria del palato e che sanno di casareccio senza disdegnare qualche rielaborazione.

Non andateci con la fretta, però. E non aspettatevi un ristorante ricercato: qui tutto è curato nei minimi dettagli, a cominciare dal tovagliato, ma si bada sempre più alla sostanza e meno alla forma. Io ci sono stata di domenica, con un’aria primaverile che cominciava a fare l’occhiolino e non si guardava l’orologio: vi consiglio di fare lo stesso. Sfilano a tavola, infatti, dagli antipasti ai dolci i prodotti della terra campana e la sua maestria è quella di proporre prodotti a chilometro zero; su tutti, ottime le carni selezionate che vengono allevate e reperite dalle aziende della zona come coniglio, pollo, maiale e bufalo. E se avete voglia di pizza, mettetevi nelle mani di Francesco Criscuolo che cura la lievitazione con grande perizia lasciando che madre natura faccia il suo corso senza forzatura alcuna.

Gli assaggi

Innanzitutto ci siamo affidati a lei. Alla simpatica Olinda Auletta, Olly per gli amici. Abbiamo iniziato con una miriade di antipastini serviti in ciotoline di terracotta dove era solo l’imbarazzo della scelta a trattenerci dall’inforcare il boccone. Scarole con pinoli e acciughebroccoli scoppettiaticipolla col pomodorofarro e verdure e peperoni in padella sono stati solo l’apertura del sipario. Un tagliere di formaggi e salumi (di bufalo soprattutto) con filettino di maialino nero casertano, pancetta e prosciutto locali ha fatto il resto. Accompagnando con vino della casa, abbiamo continuato con scialatielli di produzione propria con crema di noci e gorgonzola e poi con scamorza di Agerola alla piastra. Le patate fritte scelte per contorno, tagliate a mano, sapevano anche queste di buono. Gran finale con i dolci, io ho optato per il tiramisù, i miei amici con un tortino col cuore di cioccolato.

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