Scopri la storia di Baroq Art bistrot!
E’ Antonio Tubelli che rende famosoBaroq Art bistrot. E non viceversa. Per il maestro non c’è bisogno di presentazioni. Ultimo monzù, chef sindacalista o semplicemente cuoco come ama lui stesso etichettarsi. Io l’ho definito sempre umanista moderno per la sua costante ricerca sui grandi gastronomi del Regno di Napoli. Questa è una delle anime della sua filosofia culinaria accanto allo street food, la tradizione familiare e la lezione appresa da Angelo Paracucchi. Quindi fate voi!
Baroq Art bistrot, invece, è una novità. Roberto Gargano, Dario Porcini e Claudio de Magistris da sempre hanno avuto le idee chiare. Non volevano un semplice bar né tantomeno il solito ristorante o una galleria d’arte tradizionale. Hanno puntato ad un’esperienza particolare per coniugare, attraverso il fil rouge dell’arte, l’alta gastronomia ed il buon bere.

Da qualche tempo la cucina di Baroq Art bistrot è affidata al maestro Antonio Tubelli con la sua chef Carmela Sabato. Engtrambi interpretano i canovacci dei più grandi cuochi della cultura gastronomica meridionale. Il menù scandisce tutta la sapienza gastronomica del maestro attraverso tutte le portate. I calamaretti marinati agli oli profumati, spumetta di zucchine in salsa allo zafferano e tempura di ortaggi e scagliozzi sono solo alcuni dei piatti da assaggiare. Poi ci sono timpano alla scammaro, ziti spezzati all’amalfitana, baccalà alla napoletana e frittura di mare per restare sul pesce. O, per gustare le carni, filetto di maiale in salsa si alici di Cetara e peperoncini verdi o agnello con i carciofi.
E se avete voglia di un panino, eccovi accontentati. Pìer l’hamburger avete solo da valutare chi vi intriga di più. La scelta è tra la declinazione alla pizzaiola con pomodorino giallo, quello di Campana con caciocavallo di podolica e torzelle o l’altro con provola di Agerola e friarielli. Ancora, tra il vegetariano con erbette di campo e patate fritte o il club sandwich, un classico dal 1899 i cui ingredienti vi invitiamo a scoprirli sul posto.
La carta dei vini di Baroq Art bistrot viene periodicamente rinnovata per gli abbinamenti con i piatti e quella delle birre, esclusivamente artigianali, offre una vasta gamma di opzioni nazionali ed estere. Caffetteria e sala da te, infine, chiudono il cerchio. Ma se preferite bere, dedicatevi uno degli aperitivi preparati dal barman con le nuove tecniche di infusione ed estrazione degli zuccheri o affumicature ed aromatizzazioni. Anche qui c’è l’imbarazzo della scelta. Dallo Spritz Veneziano all’Americano Deep, dall’Eastern maria al Vittoria’s Mule o, ancora, tra l’(A)malfi 75 e il Pisco Addicted.

“Latini, Corrado, Leonardi, Cavalcanti e prima ancora Artusi sono un pozzo di cultura che non ha eguali – afferma il maestro Antonio Tubelli – oltre che la mia fonte di ispirazione da sempre. I loro canovacci gastronomici hanno fatto e continuano a fare la storia della nostra tradizione culinaria. Questa è la base da cui costruire il futuro dell’enogastronomia contemporanea”. Per lui due i presupposti necessari per realizzare una pietanza. La conoscenza del prodotto e le tecniche di preparazione.
L’emozione poi della ricetta è affidata “prima agli occhi che guardano il cibo, poi al naso che percepisce i profumi e gli odori, infine alla bocca che assaggia”. E ad Baroq Art bistrot se ne vivono due contemporaneamente, “il piatto e l’arte”. E qui il gioco di colori in entrambi i casi svolge un ruolo fondamentale. “Il cromatismo sottolinea e valorizza gli alimenti che lavoriamo il meno possibile. La manipolazione può essere pericolosa e bisogna rispettare la materia prima per poi interpretarla al meglio. La mia idea è sempre la stessa. Passione e studio possono guidarci lontano e soprattutto fuori da quell’omologazione forzata a cui vorrebbe obbligarci il mondo. E noi siamo tenaci sostenitori del cibo con la “c” maiuscola”.

La location, dominata dal contrasto tra il bianco delle pareti, il legno sparso un po’ ovunque e il ferro battuto degli arredi, si trova al civico 6 della centralissima piazza Vittoria. Siamo a due passi dal lungomare, nell’antico Palazzo De Majo. Gli spazi di Baroq Art bistrot sono allestiti con i materiali della terra partenopea, tufo e pietra lavica per un immortale connubio di luci e tenebre che sono esattamente i due volti di Napoli. L’arte, comunque, resta il minimo comun denominatore della proposta. Accanto ad eventi enogastronomici e culturali, ad attirare gli ospiti sono anche mostre di arte antica, medievale, moderna e contemporanea a partire da Domenico Gargiulo, detto Micco Spadaro, narratore e cronista nella Napoli del Seicento nonché fotoreporter ante litteram di cui sono esposti quattro dipinti.



in foto da sinistra:
filettino in salsa di nocciole e fiori di zucca, ricciola con vongole in soute e i calamaretti marinati agli oli profumati e gelatina di erbette.
