Chef a casa, smart working e tradizione

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Scopriamo cos’è l’ultima tendenza dello chef a casa!

Lo smart working ci fa apprezzare di più i fornelli e lo chef a casa diventa moda. Due italiani su tre (cioé il 64%) – e tra questi ci sono senza dubbio anche io – si trasformano in “chef tra le mura domestiche”. Lo dice la Coldiretti rilevando che abbiamo più tempo a disposizione per preparare bontà con maggiore calma.

 

 

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La Coldiretti chiosa: “La preparazione casalinga dei piatti tradizionali in questo periodo è una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne anche con il coinvolgimento appassionato dei più piccoli”. E così abbiamo il via libera “per per sperimentare vecchie e nuove ricette con un trend in crescita iniziato nella fase più acuta della pandemia ed alimentato dallo smart working”.

 

L’analisi, condotta sulla base dei dati Istat, mette in evidenza che si punta “a potenziare lo smart working e a scoraggiare gli assembramenti fuori dai locali e per strada” con la conseguenza che, stando di più a casa, si mette in atto il “recupero di riti domestici come il cucinare che diventa oltre che necessità quotidiana anche un momento di aggregazione familiare più sicura di un pasto o di un aperitivo in mezzo a estranei o a persone che vivono fuori dal proprio nucleo domestico”.

 

Con lo smart working vince lo chef a casa

“La preparazione casalinga dei piatti tradizionali in questo periodo è – spiega la Coldiretti – una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne all’interno delle mura domestiche anche con il coinvolgimento appassionato dei più piccoli. Si è tornati a preparare dolci, pane, pizza e pasta fatta in casa ma anche conserve e marmellate come in passato. Il risultato è un andamento della spesa che non si era mai registrato in passato e dettato soprattutto dall’esigenza di trascorrere più tempo fra le mura domestiche che ha spinto prepotentemente al ritorno del fai da te”.

 

chef a casa

 

Aumenta con lo chef a casa la spesa alimentare

Cresce e si amplia l’attenzione delle famiglie per l’acquisto dei generi enogastronomici. “Con il lockdown prima e lo smart working dopo – sottolinea la Coldiretti – si registra un aumento di 10 miliardi di euro nella spesa alimentare domestica per il 2020 per effetto del maggior tempo a casa e in cucina, (dati Ismea)”.

 

Si è verificato “un aumento del 9,2% del valore dei acquisti alimentari nei primi sei mesi dell’anno secondo un trend positivo che ha visto un rallentamento nella seconda parte dell’anno, anche legato all’effetto scorte. Lo smart working ha spostato fra le mura domestiche tutti gli intervalli del tradizionale orario di lavoro con la necessità di organizzarsi a casa per i pasti e magari anche per gli aperitivi di fine giornata”.

 

Crollano i consumi fuori casa

“A livello generale l’aumento degli acquisti domestici – specifica la Coldiretti – non è bastato però a compensare all’interno delle filiere produttive il crollo dei consumi alimentari fuori casa in bar, ristoranti e pizzerie dove la spesa registra nel 2020 un drammatico calo per un valore di 34 miliardi di euro, per effetto delle città svuotate da turisti e lavoratori. Una drastica riduzione dell’attività che pesa sulla vendita complessiva di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco”.

(Fonte: coldiretti.it/ 18.10.2020)