Cibi senza, cosa sono e quanto fanno bene

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Scopri quanto e perché i cibi senza fanno bene!

Free from o più semplicemente cibi senza. Cosa sono e perché fanno bene? Il loro consumo va in aumento costante, un po’ per moda, un po’ per indicazioni di dietologi e nutrizionisti, ma capiamone di più…

 

 

Cosa sono i cibi senza?

Vantano l’assenza di alcuni elementi i cibi senza. Possono essere privi di grassi così come di zuccheri o anche non contenere olio di palma o conservanti. Ma spesso sono carenti di qualche nutriente senza un reale vantaggio o necessità. Non sempre, infatti, l’esclusione è giustificata.

 

Gli esperti consigliano di fare più attenzione agli ingredienti presenti che a quelli mancanti. E se il nuovo mantra, col carrello in pugno, è cercare cibo senza qualcosa, riflettiamo un attimo prima di fare acquisti inutili o peggio ancora sbagliati.

 

Ci piace che gli italiani si dimostrino da decenni sempre più attenti alla qualità del cibo e che paghino di più per alimenti che non abbiano ingredienti indesiderati. Ma optare per elementi alternativi quanto fa bene? Mettere al primo posto forma fisica e salute, quindi uno stile di vita green attento al benessere e alla tutela dell’ambiente è una motivazione più che condivisibile. Occhio, però, ai reali riscontri scientifici.

 

cibi senza

 

Il falso mito dei cibi 100% italiani

Cresce la voglia di naturale e genuino. Ma l’Italia nel settore alimentare non è autosufficiente perché importa grandi quantità di materie prime dall’estero. Specie se ci riferiamo a ingredienti da trasformare in prodotti finiti destinati sia al consumo interno che all’esportazione.

 

La pasta è un caso esemplare. Il grano duro italiano copre solo il 65% del fabbisogno e recuperiamo frumento da Canada, Stati Uniti e Sudamerica. Lo stesso discorso vale anche per il grano tenero poiché il prodotto interno copre solo il 38% di ciò che richiede il settore. E le importazioni arrivano anche stavolta da Canada, oltre che da Francia, Australia, Messico e Turchia.

 

Non cambia la situazione per altre categorie merceologiche: carni bovine, latte, zucchero e pesce fresco. Lo zucchero proviene soprattutto dal Brasile, mentre il pesce da Paesi Bassi, Thailandia, Spagna, Grecia e Francia, insieme a Danimarca ed Ecuador.

 

reflusso cibi senza

 

Stesso discorso per la maggior parte dei legumi. E le importazioni principalmente risultano da Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina, Medio Oriente e Cina. Siamo autosufficienti, invece, per quanto riguarda riso, vino, frutta fresca, uova e pollame. E quindi solo per questi alimenti c’è la quasi totale certezza di comprare un prodotto “made in Italy” al 100%.

 

La sorpresa si riferisce ad alcuni prodotti marchiati con l’Indicazione Geografica Protetta che sono, in realtà, il risultato eccellente della lavorazione di materie prime non italiane. La bresaola proveniente dalla Valtellina viene preparata con carne argentina o del sud America.

 

La Valtellina offre un ambiente ottimo per la stagionatura e la lavorazione del prodotto, ma non dispone di allevamenti in grado di fornire l’ingrediente di base. Attenzione, però. La provenienza di materie prime dall’estero non è necessariamente sinonimo di scarsa qualità. 

 

cibi senza

 

La sicurezza dipende dai controlli e dal rispetto delle regole. Quindi sarebbe meglio potenziare gli strumenti che garantiscono la qualità di un prodotto o di un ingrediente, a prescindere dalla sua provenienza geografica, piuttosto che ricercare l’italianità a tutti i costi, anche quando non è possibile.

 

Il parere dei nutrizionisti sui cibi senza

nutrizionisti insistono sul fatto che a tavola sono sempre preferibili valori come sobrietà e ragionevole osservanza di una dieta equilibrata e variata, piuttosto che la demonizzazione a priori di singole componenti. Sia le fortificazioni che le sottrazioni di nutrienti sono regolamentate, a livello comunitario, dall’Efsa. Questa è l’autorità europea in tema di sicurezza alimentare, le cui direttive sono recepite dal Ministero della Salute italiano.

 

Gluten-free per moda

Spesso poi seguiamo una dieta totalmente, parzialmente o occasionalmente gluten-free senza averne bisogno. Tanto è vero che abbiamo avuto un boom di celiaci per moda. Ma nessuna ricerca scientifica dimostra i vantaggi per la salute erroneamente attribuiti a questa dieta per chi non è celiaco. Neppure riusciamo a ridurre il rischio cardiovascolare. Anzi, i cibi gluten-free sono poveri di fibra, spesso vengono addizionati di grassi o zuccheri in eccesso e costano di più.

 

 

No al fai-da-te per i cibi senza

Consideriamo poi l’aspetto psicologico che ha un peso determinante. Le due parole magiche del mercato alimentare nell’ultimo decennio sono integratori e senza. I primi aumentano, i secondi tolgono.

 

L’uno è l’opposto dell’altro ed entrambi esercitano un forte stimolo seduttivo per il consumatore. Ma qui entrano in gioco le strategie di marketing. Colori rassicuranti e protettivi come bianco e verde, dialoghi studiati, scene di perfetta vita quotidiana fanno bene la loro parte.

 

Cibi senza zucchero

Prendiamo per esempio lo zucchero. In quantità giuste non solo è un nutriente fondamentale, ma rappresenta il carburante principale delle nostre cellule. Eppure è il primo a scomparire dal carrello. E il fai-da-te è a volte controproducente.

 

cibi senza

 

Cibi senza grassi

Anche i grassi sono visti come il demonio, pur essendo indispensabili. Attraverso loro assumiamo sostanze necessarie al corretto funzionamento dell’organismo, come le vitamine liposolubili.

 

Inoltre, gli acidi grassi buoni come gli Omega 6 e Omega 3 svolgono un importante ruolo nella prevenzione di malattie cardiovascolari e hanno un ruolo protettivo nei confronti di infiammazioni e malattie neurodegenerative. Come sempre, è determinante la dose. Per non avere problemi basta che i grassi non superino il 25-30% delle calorie totali giornaliere e che siano costituiti da grassi insaturi di origine vegetale come l’olio extravergine d’oliva.

 

Un discorso a parte lo merita l’olio di palma, che è sì vegetale, ma ha una composizione più simile al burro perché contiene principalmente grassi saturi. È insapore, non altera la gradevolezza delle preparazioni e resiste all’irrancidimento. Ma non sono ancora chiari eventuali suoi effetti negativi sulla salute.

 

pasta cibi senza

 

Cibi senza glutine, lattosio, lievito 

Poi c’è l’ampio capitolo delle presunte allergie e intolleranze alimentari. E allora c’è chi compra senza lattosio o senza lievito perché gonfiano la pancia o esclude il glutine dalla dieta convinto di perdere peso. Ma per i non celiaci, l’eliminazione del glutine con l’intento di dimagrire è inutile se non dannoso, perché in alcuni preparati per celiaci vengono aggiunti zuccheri o grassi per aumentare la gradevolezza del prodotto. Idem per il lattosio.

 

Consumare latte delattosato senza un’effettiva necessità porta nel tempo alla disattivazione della lattasi, l’enzima deputato alla digestione dello zucchero del latte. In altri termini, chi non è intollerante potrebbe diventarlo. E il lievito? Può provocare gonfiore, ma svolge un ruolo fondamentale nella panificazione, aggiunge sapore e fragranza e morirebbe a 50-60 gradi di temperatura. Il gonfiore deriva da altre cause.

 

mangiare la frutta cibi senza

 

Cibi senza sale

È dimostrato che più di 9 grammi di sale al giorno hanno effetti nocivi sulla salute, provocando in primis l’ipertensione. Eppure ne consumano mediamente 11 grammi giornalieri gli uomini, circa 8,5 le donne. La fonte principale di cloruro di sodio è costituita da pane e prodotti da forno anche dolci, come biscotti, cracker e cornflakes.

 

Scegliere prodotti confezionati senza sale, però, è una scelta di tutela della salute a tutte le età. Quindi facciamo attenzione alle etichette. Se non troviamo scritto sale ma bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, glutammato monosodico, nitrato e nitrito di sodio accendiamo la lampadina.

 

*Foto IStock