La Spagnola, una storia che inizia nel 1970

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Scopriamo la storia del ristorante “La Spagnola” di Salerno!

1970: la storia di Antonio Staiano, anzi quella de “La Spagnola” ha inizio. E i protagonisti sono papà Nunzio e mamma Anna.

 

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L’ingresso del ristorante “La Spagnola” di Salerno

 

Papà Nunzio e mamma Anna, anima de “La Spagnola”

L’anima de “La Spagnola” sono da sempre papà Nunzio e mamma Anna. Partono da Scala. Sono giovani ed entusiasti. Già, lavorano sodo da mattina a sera per costruire un futuro sicuro per la propria famiglia. Rilevano dalla vecchia proprietaria, Totò Consuelo, una tavola calda e pisseria. “’A spagnola O Puort“. Gettano così le basi di quella che è oggi “La Spagnola“. Il locale, tra sala e cucina, è di 44 metri quadrati, vicinissimo all’attuale ristorante che sorge al civico 96 di via Porto.

 

Foto d’epoca della famiglia Staiano

 

La stagionalità dei prodotti e l’orto di famiglia

Il punto di forza del ristorante restano la stagionalità dei prodotti e l’orto di famiglia. Che i genitori di Antonio Staiano coltivano, in quel di Scala, praticamente da sempre. E grazie al loro lavoro quotidiano riforniscono quasi tutta la frutta e la verdura che arrivano ai tavoli de “La Spagnola“.

 

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Un bel piatto simbolodel ristorante “La Spagnola” di Salerno

 

Nunzio Staiano, dall’Hotel Palumbo a “La Spagnola”

Per anni è stato primo chef dell’Hotel Palumbo a Ravello prima di aprire “La Spagnola“. Nunzio Staiano, negli anni Sessanta, ha cucinato per personaggi di spicco del jet set internazionale. Dalla regina Elisabetta a Jackie Kennedy. Dagli Onassis a Ronald Regan. Ad un certo punto un decide di scommettere sulle sue forze. Oltre che sui sacrifici, investe sulla qualità della materia prima. E non solo per i prodotti di terra, ma anche per il mare. Che nel golfo di Salerno dispensa un pescato locale freschissimo.

 

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L’interno del ristorante “La Spagnola” di Salerno

 

Antonio Staiano alla guida de “La Spagnola

Antonio frequenta fin da piccolo il ristorante. “La Spagnola” è la sua seconda casa. Ma ne rileva la guida dopo il diploma all’istituto alberghiero. A condurlo con mano nelle sue scelte è la stessa, solita voglia di aggiornarsi. Dovuta ad una grande curiosità e desiderio di capirne di più e meglio. Consegue anche il diploma di sommelier. Di conseguenza, si impegna tanto nel mondo del vino e della ristorazione. E viene nominato delegato di Salerno dell’Associazione Italiana Sommelier.

 

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Altro particolare interno della sala del ristorante “La Spagnola” di Salerno

 

L’emozione di custodire un tesoro di famiglia

La fortuna di Antonio è fatta sì di rinunce. Ma anche di emozioni. E la più forte è quella di custodire un tesoro di famiglia. “Dal locale affacciamo sull’ultima spiaggia di pescatori all’interno della baia di Salerno”, sottolinea Staiano. “Qui mi sento accolto e protetto da sempre. Da bambino gironzolavo tra i tavoli del locale. E mia mamma mi rimproverava se toccavo qualcosa. Non avrei potuto fare nessun altro lavoro, la mia vita è questa”.

 

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Antonio Staiano e la moglie Lucia Gambardelladel ristorante “La Spagnola” di Salerno

 

… con la moglie Lucia e il figlio Nunzio

Umile e sempre sorridente, Antonio non è di quelli che amano apparire sotto i riflettori. Anzi, da quando ha sostituito il papà si è dato un unico comandamento. Far sentire l’ospite davvero a casa. La moglie, Lucia Gambardella, è con lui da una vita. E la loro filosofia parla chiaro. “L’accoglienza è alla base di tutto. La cucina che proponiamo è profondamente radicata nelle tradizioni. Partiamo dal territorio e cerchiamo di valorizzarlo con un tocco di innovazione. Non amiamo le esagerazioni. Non ci piacciono le mode del momento. Ciò che produce la terra o dona il mare è il nostro inizio di ogni giorno. E siamo consapevoli che il menù è condizionato dalla volontà della natura”. A dare man forte a Tonino e Lucia, da qualche anno c’è anche il figlio. E siamo alla terza generazione! Nunzio (manco a dirlo, come il nonno!) ha aperto anche un bed and breakfast a due passi dal locale.

 

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Altri particolari dell’arredo del ristorante “La Spagnola” di Salerno

 

Lungimirante e propositivo, lo ha intitolato doverosamente al “Blu infinito”. “Ho voluto dedicarlo all’inconfondibile colore del mare e del cielo di Salerno su cui affaccia la struttura. Abbiamo solo due suite che da settembre 2017 accolgono turisti provenienti da ogni dove. Curiamo ogni dettaglio perché il nostro obiettivo è far sentire chi arriva da noi subito a proprio agio”. La cucina resta sotto la giurisdizione di Lucia. E con lei collabora Nunzio. Mamma e figlio sono diventati il vero fulcro dell’avventura gastronomica de “La Spagnola“. Antonio si occupa dell’accoglienza e supervisiona la sala.

 

Un’altra importante certezza su cui gli Staiano contano sono i collaboratori. Che sono, quasi tutti, gli stessi di sempre. Da un ventennio c’è Mario Conte che collabora in cucina. Da 16 anni Raffaella Napolitano si occupa della sala. Fin da piccola ha lavorato nel locale anche l’altra figlia di Antonio, Anna (anche lei come la nonna). Ma dopo la laurea in Farmacia si è trasferita a Ravello.

 

*Le foto sono di Maurizio Cuoco

2 COMMENTS

  1. Da trent’anni quando voglio “degustare” il mare, La Spagnola è il mio punto di riferimento, mai noioso, anzi, ogni volta scopro ancora nuovi sapori, accompagnati da una lista di vini da fare invidia. Il resto lo fa Tonino che ti mette sempre a tuo agio come se stessi mangiando a casa tua. Le mie stelle Michelin sono tutte per loro