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domenica, Maggio 19, 2024
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Olismo, star bene con un approccio globale

Scopri cosa è l’olismo e quanto ti farà bene!

di Cecilia Salerno*

E’ proprio uno sconosciuto questo olismo! Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Il naturopata opera secondo le leggi dell’olismo. Più nel dettaglio, osserva e considera l’essere umano come un uno corpo-mente-spirito, un individuo unico e speciale. Ma usa anche diversi metodi.

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A cominciare da bioenergetica, floriterapia, fitoterapia e tecniche psicocorporee. Queste possono essere di origine orientale ma anche occidentale. Nel primo caso ci riferiamo alla medicina tradizionale cinese o a quella ayurveda. Nel secondo, invece, la mente va subito alla fitoterapia del bacino Mediterraneo, eredità di monaci o della scuola medica salernitana.

Uomo come tutto nell’olismo

Il naturopata vede la realtà e quindi l’uomo nel suo insieme. Ne deriva che nel suo approccio naturopatico coglie le interazioni tra le diverse componenti. Più che soffermandosi sulla sua composizione meccanica, quindi, pensa all’olismo! Il termine proviene dal greco “olos” cioé il tutto.

Non è arrivato in Occidente da mistiche esotiche né da antiche pratiche sciamaniche o da ghirigori new age. L’olismo deve la sua nascita nelle medicine tradizionali antiche a cominciare da Ippocrate. E ora deve la sua diffusione a invenzioni moderne come la televisione, il computer, i Jumbo Jet.

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Ancora, trova conferme sempre più inconfutabili nei laboratori più all’avanguardia di fisica subatomica, in studi medici, psicologi e biologici di mentalità più aperta. Ma cosa significa olismo?

Rappresenta semplicemente la disponibilità di focalizzare l’attenzione sull’insieme invece che sul particolare. Lo potremmo definire un approccio complementare alla mentalità più atomistica e meccanicistica che ha dominato il panorama scientifico fino alla fine del secondo millennio.

Ne è quindi la spontanea evoluzione non la negazione. Infatti, grazie a questo approccio analitico nei confronti della realtà, tante conoscenze sono state raggiunte. Inoltre, materiali ed energie sono state padroneggiati e nuove invenzioni sono state messe a punto. Ed è stato proprio questo progresso che ci fa realizzare i limiti stessi dei presupposti su cui è nato.

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Finora l’attenzione era tutta per la ricerca dei mattoni costitutivi della realtà. Ma oggi si riconosce l’importanza di studiare il tessuto che connette, non più la quantità degli elementi, ma la qualità delle relazioni tra loro. Un approccio analitico allo studio del cervello, per esempio, noterebbe soltanto che dopo i 35 anni, il numero di neuroni diminuisce inesorabilmente.

Se invece procedessimo con un approccio olistico, si scoprirà perché per ogni neurone che scompare si creano nuove sinapsi. E’ come se in un ufficio diminuiscono gli apparecchi telefonici ma ogni telefono rimasto comincia a funzionare come una centralina.

Cambia quindi la relazione tra gli elementi. Si crea quindi un quadro di insieme ben diverso dal precedente. Incidentalmente, proprio la crescita del numero di interconnessioni neuronali, sembra sia alla base della mitica saggezza degli anziani.

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Non facciamoci trarre in inganno però. Olismo sembra una parola ostica e strana (ma anche abusata). Alcuni conoscono meglio l’approccio sistemico adottato in ecologia nello studio degli ecosistemi o in psicologia per comprendere le dinamiche familiari. Altri sapranno che in medicina lo si usa per collegare un disagio emotivo a un problema fisico.

Qualcuno, in fisica, lo usa per esplorare le implicazioni della teoria della relatività per cui materia ed energia si rivelano due aspetti della stessa realtà. Sistemico e olistico sono praticamente sinonimi, l’uno in ambito scientifico e l’altro in quello filosofico. Quindi, globale riassume lo stesso concetto in ambito sociale e quotidiano.

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Seguiamo l’approccio dell’olismo

Cosa offre l’olismo in più rispetto ad un approccio analitico nei confronti della realtà?L’olismo riconosce l’importanza del singolo-fattore, elemento, persona-attribuendogli un ruolo nel contesto in cui vive. Pone, inoltre, al primo posto le relazioni dinamiche rispetto alle gerarchie statiche e guarda il mondo con occhi nuovi. Insomma, apre le porte a un nuovo progresso nato dallo studio degli interconnessione tra diversi aspetti della realtà.

Il risultato sono i presupposti per una civiltà basata sull’interazione creativa su tutti i fronti tra materia ed energia, tra corpo e mente, tra mente e anima, tra popoli e persone. L’atomo può considerarsi l’ologramma di un sistema planetario. Così come la mano il piede l’orecchio un dito una cellula sono ologramma di tutto il corpo umano.

*naturopata specializzata in tecniche bioenergetiche orientali, floriterapeuta, operatrice e.f.t.

josalerno@hotmail.it

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