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mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Olismo, star bene con un approccio globale

di Cecilia Salerno*

Olismo, questo sconosciuto… Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Il naturopata opera secondo le leggi dell’olismo vale a dire che osserva e considera l’essere umano come un tutt’uno corpo-mente-spirito e soprattutto come un individuo unico e speciale. Ma usa anche diversi metodi quali la bioenergetica, la floriterapia, la fitoterapia e le tecniche psicocorporee. Queste possono essere di origine orientale come la medicina tradizionale cinese o la medicina ayurveda ma anche occidentale come la fitoterapia del bacino Mediterraneo, eredità di monaci o della scuola medica salernitana.

Olismo, uomo come tutto

Il naturopata vede la realtà e quindi l’uomo nel suo insieme e nel suo approccio naturopatico coglie le interazioni tra le diverse componenti e, più che soffermandosi sulla sua composizione meccanica, pensa all’olismo, dal greco “olos” cioé il tutto. L’olismo non è stato portato in Occidente da mistiche esotiche né da antiche pratiche sciamaniche o da ghirigori new age, ma deve la sua nascita nelle medicine tradizionali antiche a cominciare da Ippocrate. E ora deve la sua diffusione a invenzioni moderne come la televisione, il computer, i Jumbo Jet e trova conferme sempre più inconfutabili nei laboratori più all’avanguardia di fisica subatomica, negli studi dei medici, psicologi e biologici di mentalità più aperta. L’olismo rappresenta semplicemente la disponibilità di focalizzare l’attenzione sull’insieme invece che sul particolare, un approccio complementare alla mentalità più atomistica e meccanicistica che ha dominato il panorama scientifico fino alla fine del secondo millennio. Ne è quindi la spontanea evoluzione non la negazione perché, grazie a questo approccio analitico nei confronti della realtà, tante conoscenze sono state raggiunte, materiali ed energie e sono state padroneggiati, nuove invenzioni sono state messe a punto ed è stato proprio questo progresso che ci sta consentendo di realizzare i limiti stessi dei presupposti su cui è nato.

Se finora l’attenzione era tutta per la ricerca dei mattoni costitutivi della realtà, oggi si riconosce l’importanza di studiare il tessuto che connette, non più la quantità degli elementi, ma la qualità delle relazioni tra loro.Un approccio analitico allo studio del cervello, per esempio, noterebbe soltanto che dopo i 35 anni, il numero di neuroni diminuisce inesorabilmente, ma con un approccio olistico alla questione si scoprirà perché per ogni neurone che scompare si creano nuove sinapsi. E’ come se in un ufficio diminuiscono gli apparecchi telefonici ma ogni telefono rimasto comincia a funzionare come una centralina. Cambia quindi la relazione tra gli elementi offrendo un quadro di insieme ben diverso dal precedente. Incidentalmente, proprio la crescita del numero di interconnessioni neuronali che favorisce la capacità di cogliere la realtà nel suo insieme, sembra sia alla base della mitica saggezza degli anziani.

Olismo sembra una parola ostica e strana (ma anche abusata). Alcuni conoscono meglio l’approccio sistemico adottato in ecologia nello studio degli ecosistemi o in psicologia per comprendere le dinamiche familiari, altri sapranno che in medicina lo si usa per collegare un disagio emotivo a un problema fisico o un atteggiamento fiducioso a una più pronta guarigione, ancora che in fisica si utilizza per esplorare le innumerevoli ed incredibili implicazioni della teoria della relatività per cui materia ed energia si rivelano due aspetti della stessa realtà. Sistemico e olistico sono praticamente sinonimi, l’uno in ambito scientifico e l’altro in quello filosofico laddove globale riassume lo stesso concetto in ambito sociale e quotidiano.

Perché seguire l’approccio olistico e non l’analitico

Cosa offre l’olismo in più rispetto ad un approccio analitico nei confronti della realtà?

L’olismo riconosce l’importanza del singolo-fattore, elemento, persona-attribuendogli un ruolo nel contesto in cui vive, pone al primo posto le relazioni dinamiche rispetto alle gerarchie statiche, allarga gli orizzonti guardando il mondo con occhi nuovi ed apre le porte a un nuovo progresso nato dallo studio degli interconnessione tra diversi aspetti della realtà per porre presupposti per una civiltà basata sull’interazione creativa su tutti i fronti tra materia ed energia, tra corpo e mente, tra mente e anima, tra popoli e persone. Il concetto che nell’essere vivente come in tutti i fenomeni naturali in ogni parte c’è l’immagine del tutto o meglio ogni parte in relazione con il tutto. Ritornando all’aforisma di prima così l’atomo può considerarsi l’ologramma di un sistema planetario così come la mano il piede l’orecchio un dito una cellula sono ologramma di tutto il corpo umano.

*naturopata specializzata in tecniche bioenergetiche orientali, floriterapeuta, operatrice e.f.t.

josalerno@hotmail.it

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