Pastificio Setaro, 80 anni di emozioni

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Setaro, il pastificio delle emozioni!

Ottanta sono gli anni di Setaro. Un traguardo importante da ricordare come la serata di gala per festeggiare quasi un secolo di storia. Il pastificio Setaro di Torre Annunziata ha regalato emozioni a non finire. Presenti, infatti, familiari, amici, collaboratori, nonché giornalisti, imprenditori e politici. Scenario d’eccezione la Cantina del Vesuvio a Trecase per la serata presentata dalla giornalista e scrittrice Maristella Di Martino.

 

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Il mercato corre sempre più veloce verso l’industrializzazione. Ma i fratelli Giovanni, Nunziato e Vincenzo Setaro restano fedeli ai valori e alla cultura aziendale che li contraddistingue dal 1939.  Questo è l’anno in cui nonno Nunziato acquistò il pastificio, tuttora ubicato nel centro storico di Torre Annunziata. La struttura è di inizio Ottocento, costruita proprio per ospitare la produzione di pasta.

 

Qui le mura in pietra lavica spesse 80 centimetri proteggono i locali dagli sbalzi termici e creano l’ambiente ideale per la lavorazione di un’eccellenza gastronomica. Circa 100 sono i formati prodotti che portano in giro per il globo il nome della Campania. Sopravvivono ancora due macchine d’epoca, risalenti all’inizio del XX secolo, capaci di produrre 200 chilogrammi di pasta in un’ora.

 

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Tutto ha inizio con i saluti di Maurizio Russo di Cantina del Vesuvio che da padrone di casa ha accolto i partecipanti nella sua struttura. Poi è seguito il benvenuto di Vincenzo Setaro che ha annunciato, a nome dei fratelli, il progetto del museo della pasta.

 

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A spiegare agli ospiti la valenza culturale della pasta è stato il maestro Antonio Tubelli che ha parlato della rivoluzione gastronomica avvenuta in Campania quando i napoletano da mangiafoglie si sono trasformati in mangiamaccheroni.

 

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Artigianalità e qualità sono il binomio imprescindibile a cui sono legati gli imprenditori napoletani e diventano le leve strategiche con cui ogni giorno vincono la sfida del mercato globale. La storia della famiglia Setaro, del resto, parla da sola: la passione è l’ingrediente fondamentale in un lavoro artigianale in cui è sempre l’uomo che segue ogni singola fase per dar vita ad un prodotto finale per intenditori in oltre 100 formati. I collaboratori dell’azienda hanno regalato ai fratelli Setaro un quadro realizzato con diversi formati di pasta.

 

 

Cornice d’eccezione prescelta per spegnere le 80 candeline è stata la suggestiva terrazza all’aperto di Cantina del Vesuvio, con una vista spettacolare sul golfo di Sorrento fino a Capri e tutt’intorno interminabili filari di viti e secolari piante di ulivo: l’evento, con musica dal vivo, è stato scandito da diversi momenti ma la protagonista indiscussa è stata lei, sua maestà la Pasta, quella con la “p” maiuscola, che il pastificio Setaro ha la forza di produrre e distribuire nel mondo attraverso botteghe gastronomiche ed enoteche del gusto appositamente selezionate e che diventano esclusiviste di zona in un raggio di diversi chilometri. Presenti anche il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione e il rettore della Basilica della Madonna della Neve, monsignor Raffaele Russo.

 

 

Ad aprire le danze a tavola è stato il fritto, un classico della tradizione culinaria partenopea, con timballi di pastafrittelle e bruschette.

 

 

A seguire tre gli assaggi in degustazione: le mezze millerighe con zucchine e gamberetti, i vermicelli con pomodori del Vesuvio e basilico e, infine, non poteva mancare la pasta e fagioli, il tutto innaffiato dai vini della Cantina, piatti selezionati con cura per omaggiare il mare, la terra e chiaramente il Vesuvio, seguendo il calendario di madre natura con ortaggi di stagione, legumi ed erbe aromatiche. Gran finale affidato alla torta con il logo aziendale per firmare un evento che resterà negli annali della storia Setaro.