Il caciocavallo impiccato di Saverio Mancino

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Scopri chi è Saverio Mancino e il caciocavallo impiccato!

Vi raccontiamo senza scorciatoie chi è Saverio Mancino e del suo caciocavallo impiccato. Salire al patibolo non è mai stato così buono. Dall’infanzia ha costantemente avuto un amore particolare per la festa del suo paese, Pignola, in Basilicata.

 

Saverio Mancino

 

La festa di Pignola

La vera attrattiva però è sempre stato lui, mister caciocavallo impiccato in piazza e ognuno si deliziava il palato col suo sapore unico e speciale. Nei suoi ricordi i bambini si divertono, oggi come ieri, ad aiutare i grandi ad appiccare il fuoco. E, una volta acceso, la folla urlava in coro: “Impiccalo, impiccalo…”. A quel punto il più anziano del gruppo procedeva verso la brace con in mano una testa di caciocavallo pronto ad essere impiccato. Tutti restano incantati a guardare. Ad un tratto, poi, il formaggio che si stava sciogliendo cedeva alla lama che con perizia lo spalmava su una fetta di pane abbrustolito.

 

Saverio Mancino

 

Il rito del caciocavallo impiccato

L’impiccagione di questo autentico ben di dio pare risalire addirittura all’epoca medievale. Durante la transumanza, gli spostamenti dei pastori da un pascolo all’altro, necessitavano anche il trasporto di cibo per la sopravvivenza. Quando ci si fermava si accendeva il fuoco e si cuoceva quello che c’era. Nella bisaccia non mancavano mai il pane raffermo di qualche giorno prima, il caciocavallo e altri ingredienti che completavano la ricetta. Chiaramente ogni zona, poi, esprime una sua caratteristica. Nell’Alto Casertano e Beneventano usavano il tartufo o i funghi porcini secchi per insaporirlo. Invece, nell’Alto Avellinese la pancetta o altri salumi. Ma quel formaggio era insostituibile.

 

Saverio Mancino

 

Il box del caciocavallo impiccato

Ora Saverio Mancino vive a Roma con la sua famiglia ma la nostalgia l’ha riportato al passato. Ha fondato la Proartlab, un laboratorio di coworking di cui è anche direttore artistico e manager. Eppure non ha mai dimenticato il primo amore. Punta a diffondere il rito del caciocavallo impiccato nel mondo con un box speciale. Il problema di questa pratica è appenderlo. Saverio Mancino ha messo a punto un’asta particolare che consente al formaggio di essere impiccato mantenendosi dritto su un appoggio stabile.

 

Saverio Mancino

 

La ricerca della materia prima

Si dedica personalmente alla ricerca della materia prima, tramite contatti diretti con tutti i produttori locali da cui si rifornisce per far assaporare il meglio della sua terra. Il risultato è un kit che ha messo in vendita e che contiene tutta l’attrezzatura necessaria per l’operazione compresi alcuni barattoli, a scelta tra crema di tartufo, miele del Pollino e peperone crusco fritto di Senise, senza dimenticare l’Aglianico del Vulture che è il più naturale abbinamento a questo formaggio.

 

L’utilità del box del caciocavallo impiccato

Nel completo rispetto degli antichi usi, sono state sviluppate un’asta pieghevole e una brace poco ingombrante per avere impiccagioni a regola d’arte ma semplici da compiere. E chiunque vuole può vivere questo magico momento in ogni parte del mondo, esplorando odori e sapori tipici della tradizione della Basilicata.