Amari, un mondo da scoprire

0
718
amari

Scopri l’affascinante universo degli amari!

Sono un vero e proprio pianeta da scoprire gli amari. Intanto precisiamo che si tratta di bevande della cultura popolare internazionale. Possono essere degustati come fine pasto o in versione aperitivo con più basso tenore di alcol o miscelati.

 

amari

 

Alla scoperta degli amari

Partiamo dall’amaro o bitter. A lui è riservato il compito di favorire, grazie alle erbe utilizzate, la digestione o comunque è un coadiuvante alle vie digestive. Ciò, in altri termini, significa che gli amari in genere hanno origini farmacopee.

 

Infatti, derivano da pratiche eseguite anche nei monasteri per ottenere medicine e prodotti curativi. Sono ottenuti tramite aromatizzazione di alcol etilico alimentare o agricolo, con aromi naturali o simili. Il loro minimo contenuto alcolico non deve essere al di sotto del 15% di volume. Gli aromi, nella maggior parte dei casi vengono ottenuti da erbe, radici o altri componenti vegetali.

 

amari

 

La classificazione 

Come vengono classificati gli amari? Sono catalogati come bevanda spiritosa da non confondere con altri tipi di bevande alcoliche. Hanno due componenti fondamentali. Da un lato, l’alcol, ottenuto da distillazione. Dall’altro, gli aromi, erbe medicinali o radici spesso polverizzati e fatti macerare in una soluzione idroalcolica.

 

Successivamente i due componenti vengono uniti, fatti decantare per lungo periodo in modo che l’aroma diventi il sentore principale della bevanda. Raggiunto il desiderato equilibrio tra questi e tenore alcolico, il prodotto finale viene imbottigliato per la vendita. In alcuni rari casi, come per l’amaro centerbe, la distillazione delle erbe è diretta per cui si chiama così.

 

amari

 

I migliori 

Ci stiamo chiedendo adesso quali sono gli amari top? Se la risposta è sì, vi elenchiamo quelli più conosciuti e ricercati a seconda della loro provenienza geografica. In Italia abbiamo il Fernet Branca o il Liquore Strega, il Ramazzotti, l’Averna, il Montenegro e l’Amaro del Capo. Nei Paesi Bassi, invece, troviamo il Petrus Boonekamp, in Germania lo Jagermaister e in Ungheria l’Unicum.

 

Le categorie 

Vengono suddivisi in categorie. Tra gli amari, in particolare, distinguiamo prima di tutto gli amarissimi o amari forti degustati come dopo pasto come digestivo. Seguono, poi, gli amari decisi senza nessuna sfumatura dolce e gradazione intorno al 40% o superiore. In questa categoria, oltre ai già citati Fernet, Unicum e Petrus, rientra l’Angostura, vecchio amaro dei militari prussiani, dalla ricetta segreta, ottenuto da piante tropicali all’inizio del XIX secolo in Venezuela.

 

Poi ci sono gli amari medi, gradazione tra il 30% ed il 36% con sapore amaro tendenza al secco. Tra questi, Ramazzotti, Averna, Montenegro, Jagermeister ed il Radis

 

amari

 

Ancora, ecco gli amari leggeri, molto diffusi come aperitivo, dal gusto tendente al dolce per la presenza di zuccheri. Molto conosciuti il Rabarbaro Zucca e il Rabarbaro, per infusione della famosa pianta e dalle sfumature dolci che cristallizzano. Sempre in questa categoria c’è le Chine, ottenuto dalla corteccia di china messa in infusione con altre erbe e dalla lunga decantazione.

 

Infine ricordiamo gli amari dolci, frutto dell’inventiva italiana ed ossimoro alcolico caratterizzato da un particolare retrogusto che tende a far percepire l’amaro dolce. Il più famoso è l’Amaretto di Saronno.

Mercante Alcolico

 

*Foto IStock