Donne-Vino-Solidarietà, trinomio vincente

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Ecco un’altra iniziativa di solidarietà delle Donne del Vino!

Lo hanno dimostrato le Donne del Vino. Enogastronomia e solidarietà sono un binomio perfetto. Il tripudio di sapori, il susseguirsi dei sorrisi e i volti si rincontravano dopo tempo. Ieri sera, al ristorante Gli Scacchi di Caserta Vecchia, la serata organizzata dalla delegazione campana de Le Donne del Vino, è stata un trionfo.

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Il sostegno delle Donne del Vino ad Amatrice

Il connubio immaginato dalla chef Marilena Della Valle tra i prodotti tipici della terra campana e quelli del Lazio è stato il filo conduttore della serata. L’iniziativa è stata pensata dal gruppo guidato da Lorella Di Porzio, patron del ristorante Umberto a sostegno dei 15 pastori del Consorzio per la tutela e la valorizzazione de l’Amatriciano

 

Sono loro che rendono possibile ancora oggi, nonostante il sisma che li ha colpiti, il miracolo del pecorino tipico dei Monti della Laga. Siamo sull’Appennino Centrale e qui i pastori rendono viva la preziosa tradizione dei formaggi realizzati già dall’epoca dei Romani. Rinnovano il rito di una produzione centenaria, quella degli allevatori della transumanza sulla Via Salaria. Gran parte dei loro piccoli caseifici è crollata e la lavorazione del latte si è concentrata nelle strutture consortili osservando scrupolosamente il disciplinare.

 

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Le Donne del Vino unite dalla Sicilia alle Alpi

In concomitanza con altre 11 delegazioni italiane, anche Caserta ha assicurato il suo contributo alla causa. E’ stato il menù di Marilena Giuliano a mettere insieme tradizione ed innovazione per deliziare il palato degli ospiti. E che dire dei vini offerti dalle aziende vitivinicole di Terra di Lavoro, Masseria Felicia e Villa Matilde che hanno accompagnato ogni singola portata.

 

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Il menù delle Donne del vino

L’antipasto è stato declinato in 5 piatti. Babà con crema pasticciera al mais e guanciale di nerino umbro e biscotto con l’amatriciano e pera caramellata. Ancora, polpettina di melanzana su passata di pomodori di Napoli, crostata rustica con cipolle di Alife e bucce di melanzane su pane alle erbe aromatiche. Di scena poi è andato l’entré. Una vellultata di zucca con i suoi semi tostati e sfere di lenticchie di Castelluccio di Norcia Igp.

 

Quindi spazio a due paste. La prima è stata uno gnocchetto di farina di grano arso, pappacelle napoletane e colatura di alici di Cetara su fonduta di pecorino dei Monti Sibillini. La seconda, invece, ravioli di castagne con patate e briciole di salsiccia di maialino nero casertano. A seguire, straccetti di marchigiana con riduzione di ariapetrina, succo d’uva e chicchi di melograno e gran finale con un dessert a sorpresa a base di cachi.

 

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