Celebriamo la giornata mondiale della biodiversità!
In occasione della giornata mondiale della biodiversità parliamo dell’ecomenù! Ovvero di dieci consigli utili, a prova di nonna, per una spesa amica del clima e del pianeta. A mettere a punto le dritte è l’associazione ambientalista GreenPeace.

Rivoluzione green per la Giornata mondiale della biodiversità
Se la vera rivoluzione green partisse dalle nostre tavole? Proprio per festeggiare insieme la Giornata mondiale della biodiversità, approfondiamo questo argomento. Se stare seduti non aiuterà il nostro pianeta malato, forse partire dalla tavola è proprio l’idea giusta.
Introduciamo piccoli ma significativi cambiamenti quotidiani. L’obiettivo? Tutelare l’ambiente e il clima. Le iniziative di sensibilizzazione non si contano. Ma l’appello da parte dell’Unione Europea e delle principali realtà ambientaliste non deve restare inosservato. Certo, la situazione rimane ancora preoccupante. Solo in Italia si assiste ad un costante incremento delle emissione dei gas serra pari. C’è quindi bisogno di un cambiamento concreto nelle nostre abitudini. Sia di consumo che di acquisto.

La nostra parte? Cominciare dai bisogni primari. Prima tra tutte mangiare! Infatti, il sistema alimentare è responsabile di circa un quarto di queste emissioni e tale “peso” è in particolare da attribuire alle diete più diffuse nei paesi ricchi.
Qui è presente un elevato consumo di prodotti di origine animale e cibi ultra-processati. Troppi gli alimenti industriali presenti nelle nostre dispense! È il cosiddetto junk food, responsabile di tante malattie dei giorni nostri.

Zuppe pronte, cibi precotti, merendine, bibite sono tutti alimenti subdoli perché si presentano “accattivanti” grazie al packaging e ai messaggi rassicuranti sulle confezioni. Ma in realtà nascondono una carrellata di zuccheri, grassi saturi. Additivi, coloranti e conservanti che vanno nel nostro carrello della spesa.
Greenpeace ha messo a punto una vera campagna di informazione per spiegare al mondo qual è la giusta strada da percorrere. Per questo ha realizzato e pubblicato un ecomenù. Si tratta di dieci consigli pratici per una spesa amica del clima e del pianeta. E noi proprio per rispetto della Giornata mondiale della biodiversità, ve li vogliamo ricordare.

Eccoli in sintesi. Si a prodotti di stagione e di produzione locale. Fanno bene a salute, pianeta ed economia locale e frenano l’ingordigia delle grandi aziende a discapito delle più piccole. No a cibi sottocosto e a mode alimentari insostenibili. In primis, l’avocado! Perché la produzione industriale e le monoculture si espandono a discapito delle foreste e dei diritti umani. Bisogna sempre controllare la strada percorsa dal cibo che mangiamo.
No anche agli imballaggi di plastica. Acquistiamo prodotti sfusi e optiamo per sacchetti in tela per il trasporto degli alimenti. Ogni giorno circa l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce nei nostri mari e negli oceani.

Ecomenù, la strada delle nonne
L’ultimo punto dell’ecomenù, nonostante sia il più generico tra tutti, fornisce un consiglio di grande valore in maniera chiara. Prendiamo in prestito una frase del geniale saggista statunitense Michael Pollan che recita: “Non mangiare nulla che tua nonna non riconoscerebbe come cibo”. Un monito per qualsiasi scelta alimentare e di acquisto.
La saggezza dei nonni è sempre attuale e deve continuare ad illuminare il nostro cammino. Bisogna guardare al futuro, ma ben radicati nel passato. E soprattutto lo deve fare chi vive in un paese come l’Italia.

Siamo nella terra della dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco come bene protetto e inserita nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’Umanità nel 2010. E se capiamo l’importanza che ricopre modificare le nostre abitudini alimentari, ci adegueremo più facilmente ad ulteriori cambiamenti. Ci riferiamo alle auto elettriche o alla produzione autonoma di energia elettrica e acqua calda attraverso l’energia solare. Solo così proveremo a salvare il nostro pianeta.
di Daniela Pastore
*Foto IStock
