Paolo Barrale, gentilezza e competenza

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paolo barrale

Scopri chi è Paolo Barrale e la sua storia!

Vi presentiamo Paolo Barrale, tra i primi ristoranti stellati campani. Eccovi Siciliano di origine ma irpino d’adozione, è lo chef stella Michelin di Marennà, il ristorante dell’azienda vitivinicola Feudi San Gregorio a Sorbo Serpico in provincia di Avellino.

 

Paolo Barrale

 

Solare e ben disponibile a rispondere alle domande di ospiti ed avventori, Paolo Barrale è un cuoco che sa il fatto suo, eppure mai omologato. Lo conosco da anni e la sua forza è sempre la stessa. Grande conoscenza della materia prima e soprattutto padronanza delle tecniche di cucina. Dalla cucina a vista di Marennà, così chiamato in omaggio all’Irpinia e ai suoi contadini che, a metà mattina, facevano “a marenna”, la ricca colazione che interrompeva i morsi della fame prima del pranzo, domina tutto il ristorante.

La struttura, tutta acciaio e vetro che spicca tra il verde delle vigne e dei boschi circostanti, mantiene a tavola esattamente ciò che promette alla vista. Sperimentazione e abbinamenti arditi che non dimenticano mai il territorio fanno capolino tra una portata e l’altra e Paolo Barrale dosa sapientemente tradizione e ricerca. Questo per dirvi che qui si mangia davvero con tutti i sensi, vista, olfatto, udito, tatto e gusto. Chi non è pronto ad un’esperienza sensoriale completa resterà incantato pure a veder muovere lo chef e la sua brigata dietro i vetri che separano la sala dai fornelli.

 

Operativitàordine e ritmi cadenzati contraddistinguono qualsiasi movimento in una danza che arriva poi a tavola. Tutto segue un preciso rituale, dalla spesa alla trasformazione in cucina. Nulla è affidato al caso. Paolo Barrale, certo, è facilitato nel suo lavoro dalla fornitissima cantina che I Feudi di San Gregorio mettono a disposizione degli ospiti. Ci pensa poi il sommelier agli abbinamenti. All’ultimo piano dell’azienda, quasi in sospensione sopra botti e laboratori, si apre questo spazio trasparente che incornicia coreografie e scenografie avveniristiche. Chi volesse fare una degustazione particolare sarà accolto nella limitrofa sala di cristallo dedicata.

 

Paolo Barrale

 

Stile unico 

Passione e dedizione sono la molla che lo fanno svegliare di buon mattino e lo studio ha fatto il resto. Oggi il suo è uno stile inconfondibile: sapori decisi e puliti senza fronzoli che assicurano un viaggio nel vero gusto italiano. Attratto fin dai piccolo dai fornelli, è mamma Maria Luisa a farlo avvicinare a questo mestiere quando muove i primi passi nel suo laboratorio di produzione di pasta fresca. All’inizio gli era consentito solo di occuparsi delle consegne, poi comincia a “mettere le mani in pasta”. E la scintilla si trasforma in amore.

 

Papà Peppino è siciliano e a casa Barrale si fa presto amicizia con la classica cucina sicula che viene contaminata dalla mamma. Lei non solo era genovese, ma aveva anche lavorato come cuoca presso importanti famiglie liguri. Paolo ama il cibo e apprende tutti i segreti della lezione casalinga. Si affina, poi, tra l’altro anche alla scuola di Heinz Back. E, per chiudere il cerchio, se vuole dare carattere ad un piatto con un aroma particolare basta raccoglierla nel giardino di sotto con ben 70 erbe. C’è dunque solo l’imbarazzo della scelta ma con lui è sufficiente uno sguardo d’intesa. A tavola sciorina tutta la sua grande passione e l’amore carnale per il cibo. E nonostante siamo in Irpinia, carne o pesce davvero non fa differenza.