Ecco cosa ci porta di buono il solstizio di inverno!
Ebbene si, il solstizio d’inverno quest’anno cade il 21 dicembre alle 5,19 (ora italiana). E nei secoli è stata una ricorrenza importante. Certo, combattiamo contro i malanni di stagione e contro il freddo ma non possiamo dimenticare che tantissime popolazioni festeggiavano questo momento particolare con diversi rituali. Come per i Romani era il periodo dei Saturnali in cui venivano abbattute momentaneamente le distinzioni sociali, per i Celti la celebrazione rendeva omaggio al passaggio della stagione buia a quella del sole.

Solstizio d’inverno, i rituali
E’ la festa che nasce per celebrare la vittoria della luce sulle tenebre il solstizio d’inverno. Infatti è originariamente legata al giorno di santa Lucia (il 13 dicembre) che, come dice la filastrocca, “ha la notte più lunga che ci sia”. Ancora oggi in Italia settentrionale e in Europa la festa della luce è legata a questa santa. In Scandinavia, per esempio, la mattina del 13 dicembre la figlia maggiore prepara il caffè ed indossa una tunica bianca ed una corona di candele per offrirlo a tutta la famiglia. La sera, poi, si possono ammirare sfilate di queste ragazze tutte in bianco con il capo adorno di corone di candele dello stesso colore.
L’indomani del solstizio d’inverno le ore di luce piano piano cominciano ad aumentare, le gelate notturne diventano meno intense e la natura ricomincia ad essere più vitale. In tante civiltà diverse questo periodo viene festeggiato anche se in maniera molto diversa. In Inghilterra si usa sfilare per le strade con in mano una lanterna. Poi, a Stonehenge si assiste al fenomeno dei raggi solari che passano attraverso i blocchi monolitici al tramonto. In Cina, invece, rappresenta il momento massimo dello Inn cioè la terra, la contrazione, il buio, il freddo, il femminile e la staticità e vengono onorati gli antenati.
In Iran le popolazioni si riuniscono per trascorrere insieme la notte più lunga, per festeggiare Yalda, cioè la festa della rinascita, la vittoria della luce. La tavola è imbandita con melograni ed angurie, colori e simboli della fertilità, frutta secca come simbolo dell’energia. Yule, festeggiato dai Celti, era il momento della luce che trionfava sul buio. Simboleggiava, inoltre, anche che madre terra dava alla luce il dio sole bambino affinché poi nei mesi potesse crescere e diventare il sole adulto in estate. E in questo tempo lasciamo andare via il nostro passato, le nostre paure e la nostra oscurità per incamminarci verso la luce.

Ramo di Yule, precursore dell’albero di Natale
Precursore dell’albero di Natale è sia il ramo di Yule, legato un antichissimo rituale che prevede che si raccolga un ramo in un bosco, si tenga coperto e venga poi consacrato a ricevere dei messaggi scritti su rotolini pergamenati attaccati al ramo. La cerimonia dell’attaccare i messaggi al ramo avviene con la luce delle candele, altro simbolo importante della festa. Si inizia dai primi giorni di dicembre fino al giorno del solstizio e possono partecipare tutti i componenti della famiglia e gli amici. La sera del solstizio ci si ritrova intorno ad un falò per bruciare i messaggi propiziatori di fede, speranza e prosperità. Il fuoco ricorda che ognuno di noi è una fiamma che riscalda e rischiara questo mondo.
Rituale del solstizio d’inverno
Vi suggeriamo qui il rituale del solstizio d’inverno. Per la cerimonia della luce o semplicemente per preparare un addobbo originale per Natale ed addobbare la casa per le festività ecco le indicazioni da seguire.
Le candele con le arance
Tagliamo la calotta di ogni arancia come per la zucca e svuotiamo il frutto con un cucchiaino svuotiamo il frutto. Teniamo la polpa a parte e usiamo come più ci piace. Dopo aver asciugato le arance, teniamole per qualche ora all’aria aperta. Quindi, mettiamo al centro di ciascun agrume uno stoppino e riempiamo il cavo con cera d’api, la parte alta, invece, può essere decorata con chiodi di garofano. Le candele così ottenute vanno sistemate in un recipiente con acqua e usate al momento del rituale. Occhio, però. Possiamo utilizzarle anche come centrotavola natalizio.
di Cecilia Salerno*
*naturopata specializzata in tecniche bioenergetiche orientali, floriterapeuta, operatrice e.f.t.
josalerno@hotmail.it
