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giovedì, Settembre 29, 2022
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Al Trivio Granata, il buon gusto è di casa

Al Trivio Granata, il buon gusto è di casa. Al civico 57 di via Irno a Pontecagnano c’è un’oasi di sapori che vanno al di là di una banale pizzeria. La passione e la professionalità del patron, Alberto Giannattasio, presidente dell’associazione L’acino d’uva, fa tutto il resto.

Al Trivio Granata il vino si conferma sempre con un ruolo di primo piano. Accompagnando pizze, classiche e gourmet, ripieni e numerose specialità come pasta fatta in casa, pollo scocchiato cotto in forno a legna o baccalà in diverse varianti.

Il nome, Al Trivio Granata, si deve all’incrocio di tre strade, che la tradizione vuole vicino all’albero del melograno (di qui l’aggettivo granata che richiama il colore dei frutti). Qui si creava una piazzetta dove sostavano persone, animali e carri. Un luogo di incontro, quindi, dedicato anche al commercio. E qui in epoca coloniale sorgeva una “frasca” vale a dire una taverna di campagna. Una semplice tettoia accanto ad una masseria dove cibo e vino se lo portavano gli avventori. E col tempo il contadino si adatta a fare l’oste in un locale. Un maestoso camino fa da cucina e riscalda l’ambiente che risuona di orci, bicchieri in terracotta e sgabelli di legno. A bisogno, poi, sono disponibili anche posti letto, in stanze singole e comuni, fino ad un giaciglio nella stalla o nel pagliaio. Tra vino, belle donne e buon cibo al trivio doveva trionfare sempre l’allegria. E questo spirito godereccio si respira ancora oggi da Alberto Giannattasio.

Gli ambienti sono caldi nella loro semplicità: legno e mattoncini contribuiscono a rendere accogliente il locale. 60 posti a sedere distribuiti in due sale, con luci soffuse che creano la giusta atmosfera per un incontro a due ma anche per trascorrere una serata piacevole in compagnia di amici. Al Trivio Granata le bottiglie arrivano direttamente dal caveau di vino dell’Associazione L’acino d’uva a Montecorvino Pugliano.

Alberto Giannattasio ci accoglie sorridente e non perde il sorriso per tutta la serata. Il benvenuto ci è assicurato dal Selim di De Conciliis, uno spumante che non ha bisogno di presentazioni e che accompagna un ricco antipasto. E ci pensa il patron a scegliere i piatti che arrivano a tavola. Una succulenta parmigiana, qualche fritto, salumi dei Picentini (soppressata, prosciutto e capicollo) e al centro una ricottina di mozzarella di bufala campana Dop. E poi è un susseguirsi di sapori antichi. La pizza “Etrusca” apre le danze. Un gusto deciso che resta impresso nella memoria del palato e che attraversa i Picentini, sfiora la costiera amalfitana e arriva fin nel Cilento con zucca, cacioricotta, mozzarella di bufala, alici di Cetara e la croccantezza delle nocciole. A seguire un assaggio di fusilli fatti a mano con pomodorini gialli e rossi, salsiccia piccante, una spolverata di granella di tonda di Giffoni e qualche fiore edulo che conferisce colore al piatto. E come se non bastasse una entrecote cotta alla perfezione servita con contorni di stagione. Gran finale col tiramisu della casa su letto di cioccolato. Delizioso, come il resto.

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