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martedì, Ottobre 4, 2022
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Acquapazza, molto più che un ristorante

Acquapazza. Ve lo trovate appena cominciate a salire per il corso principale di Cetara dal porto e vi strizza l’occhio sotto uno dei primi palazzi che si cominciano ad allineare sulla sinistra. Un piccolo porticato vi dà il benvenuto e i tavoli ben allestiti sono un invito a cui difficilmente riuscirete a dire no.

I due Gennaro

Il locale non può essere definito semplicemente un ristorante: è un luogo dell’anima dove la sincerità della cucina, la freschezza della materia prima lavorata e la cortesia dei due patron, Gennaro Castiello operativo in sala e Gennaro Marciante tra i fornelli, fanno davvero la differenza. Soci, amici e colleghi, entrambi guidati dall’amore per il cibo e il vino, da bravi capitani tengono in mano da decenni solidamente il timone dell’Acquapazza con pochi ingredienti: gusto, tradizione e voglia di mettersi in discussione. E il luogo rende unico tutto il contest: profumi e sapori di Cetara che si mescolano con l’arte della cucina e il piacere della buona tavola in un borgo che conserva, quasi intatta, tra scale, torri e lembi di spiaggia, tutta la sua storia. Il paesino è un luogo senza tempo, abbracciato da un mare da sempre generoso, che offre alla sapienza dei suoi pescatori ancora oggi doni di grande prelibatezza.

Un menù “all’acquapazza”

Alici e tonni, prodotti speciali di una tradizione antica, vengono interpretati in piatti semplici e gustosi che diventano must insieme alle acciughe salate e la colatura. Il menù potrebbe essere definito “all’acquapazza”, nato e cresciuto insieme al rapporto con il territorio, scoprendo affinità e distanze, impensabili ritorni e sorprendenti abbinamenti, con la passione di chi è ha vissuto tra il porto e il mare. Il rispetto per la natura che domina questi luoghi e dirige tempi e rituali fa arrivare a tavola solo pesce fresco di stagione e l’aroma intenso delle alici salate. Dalla tradizione di tonno e spada affumicati o di bianchetti al vapore con prezzemolo, alla sorpresa raffinata e delicata dei ziti con braciole di tonno o della bottarga di tonno e fichi, fino alla caratteristica colatura di alici per un primo di linguine. I dolci sono rigorosamente quelli che parlano di costiera: limoni, frutta, agrumi indimenticabili. Se volete, potete acquistare qui qualche vasetto di colatura o alici sotto sale.

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