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giovedì, Aprile 18, 2024
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Giovanna Voria, chef-contadina all’agriturismo CorBella

Scopri qui la storia di Giovanna Voria dell’agriturismo Corbella!

Chi conosce Giovanna Voria l’avrà sentita chiamare in tanti modi. Di sicuro il collegamento naturale è alla dieta mediterranea e, ancor prima, al Cilento. A lei, però, basta semplicemente chef-contadina. Infatti, e non c’è bisogno di ragionarci su neppure un attimo, solo la terra e tutto ciò che si trascina dietro questo termine, nella sua accezione più pura e genuina, potrebbero identificarla.

giovanna voria

Tenace al punto da rasentare la testardaggine, ha una determinazione ineguagliabile che le ha fatto trasformare il suo sogno in realtà. Correva l’anno 2001 ed il giorno del suo onomastico, il 24 giugno, Giovanna Voria apre le porte del suo agriturismo CorBella a Cicerale.

Cicerale, il paese di Giovanna Voria

Parliamo di un piccolo borgo del Cilento che conta poco più di mille anime. Ed è qui, alle pendici del monte San Leo e a pochi passi dal fiume Alento, che si celebra ogni giorno il miracolo di madre natura a cui Giovanna Voria è fedelmente devota.

giovanna voria

Immersa nella natura selvaggia ed incontaminata del Parco, la nostra chef-contadina si batte per valorizzare la sua terra e per farsi portavoce del suo Cilento. Schierandosi in prima linea, difende e tramanda con una dedizione ed un entusiasmo senza paragoni la lezione delle nonne appresa da bambina lavorando nei campi da mattina a sera.

Coraggiosamente (e per fortuna!) ha scelto di restare a casa propria. Ma non si risparmia di macinare chilometri o prendere aerei per divulgare segreti, dettami e curiosità dello stile di vita mediterraneo e dei suoi preziosissimi alimenti. Le si deve, in particolare, il merito di aver salvato dall’estinzione il cece di Cicerale.

giovanna voria

La passione per i ceci

L’amore per questo legume è stato sacramentato innanzitutto in diverse pubblicazioni uscite a sua firma e, recentemente, in una collezione di bijoux e pietre. Tant’è che è attualmente presidente dell’associazione Ciceralit nata nel 2012 che riunisce al momento 8 aziende produttrici. Ma soprattutto lo coltiva ancora oggi con i metodi antichi, esattamente come faceva sua mamma, e prima ancora i suoi avi.

Non è un caso, del resto, che il piccolo borgo sia chiamato il “paese dei ceci”. Su questo piccolo ma prezioso chicco, qui si è sempre puntato tanto. Quando la carne si mangiava solo nelle feste comandate, il minuscolo chicco non è mai stato considerato un legume e basta, perché era davvero il pane quotidiano dei contadini.

Emblema della cucina povera diventato Presidio Slow Food nel 2012, il cece di Cicerale ha davvero una marcia in più rispetto ai suoi simili. Tra le sue accertate caratteristiche nutrizionali, è un ottimo antiossidante e vanta un basso indice glicemico. Inoltre, è leggermente più piccolo ma più dorato. Altamente energetico, contiene proteine, fibre, vitamine (specialmente gruppo B) e sali minerali.

giovanna voria

La storia di Giovanna Voria

Quella di Giovanna Voria è la storia esemplare delle donne del sud. Umili e silenziose, ma con una risolutezza e una forza d’animo che non le fa abbattere davanti alle avversità. E Giovanna è stata ed è esattamente questo. Crede e porta avanti i valori sinceri della gente di campagna, anche se non smette di studiare ed aggiornarsi.

Si è diplomata all’alberghiero, infatti, quasi a cinquant’anni e, anzi, man mano che frequentava le lezioni su erbe spontanee, formaggi, vini, oli, lieviti e grani, la sua voglia di apprendere cresceva col tempo.

giovanna voria

“Più ne facevo e più ne volevo fare – ci racconta Giovanna Voria – la mia era una necessità perché sentivo il bisogno di comprendere e la voglia di conoscere insieme alla curiosità mi spinge ogni giorno su libri, riviste e web per cercare gli argomenti a cui mi interesso”.

Ama viaggiare e colleziona da ogni tour qualcosa. Cosicché le sue stanze sono piene di scatole di latta, angeli, liquori mignon, monete e pietre. “Sarà anche un museo come mi dicono – ammette – ma ogni collezione racconta le varie fasi della mia vita e chi mi conosce dice che la mia casa parla di me”.

Una chef-contadina d’altri tempi

Creativa, sensibile e riflessiva, la nostra chef-contadina cresce a Cicerale, dicevamo, con le nonne Giovanna e Antonia e papà Carmine. Mamma Angelina va a fare la mondina nelle risaie del vercellese. I suoi sacrifici davvero non hanno fine e grazie al suo lavoro in Piemonte riesce a pagare il terreno da coltivare che la famiglia aveva acquistato.

giovanna voria

“Per anni pagavamo solo gli interessi al creditore – ricorda – Avevamo scelto un appezzamento vicino al paese e soprattutto che aveva l’acqua. Ma in sette anni riuscimmo a saldare tutto. Mamma portava a casa 100 mila lire ogni campagna di riso. Ma salì ancora per tre anni per garantirci un futuro migliore. La prima volta che andò fuori avevo 14 mesi. Ho sempre ammirato la sua grinta che mi trasmesso con ogni gesto. A lei devo tantissimo. Non dimenticherò mai l’attesa delle sue lettere che arrivavano dopo un mese”.

“A 5 anni avevo capito che mamma arrivava dalla mietitura alla pisatura del grano e quando iniziavamo a mietere il grano per me era festa perché capivo che si avvicinava il suo arrivo. Una volta, però, eravamo al momento della pisatura con i buoi ma lei non era ancora tornata”.

Giovanna girava con i buoi sull’aia e guardava piena di speranza verso il paese.

giovanna voria

“Ad un tratto riconobbi il suo copricapo bianco che camminava poiché il muretto copriva parte del suo corpo. Lasciai i buoi e gridando a squarciagola il suo nome corsi su per la collina ad abbracciarla. Tornate sull’aia, eravamo felici mentre mio fratello, che aveva 15 anni, ci scattò una foto. Per me è un ricordo indelebile”.

La terra al primo posto

“Seguo il calendario delle stagioni, a prescindere delle condizioni atmosferiche. Anche se piove, se nevica o ci sono 45 gradi! E penso che se ami la terra non hai bisogno dell’analista perché stare a contatto con la natura ti dà emozioni continue ed indescrivibili”.

giovanna voria

Certo, lavorare nei campi è faticoso ma “senza quello non c’è storia né vita”. E quando arriva il momento di cucinare, inizia il divertimento. E ci spiega il perché. “Uso i prodotti che io stessa ho coltivato e raccolto e con pochi ingredienti viene fuori una pietanza gustosa e soprattutto salutare. I miei non saranno mai piatti stellati ma di sicuro sono ricchi di amore e di salute”.

Giovanna si sposa molto giovane e si dedica per 25 anni all’attività di marmi col marito Filippo. I due, pur partendo da zero, si danno da fare e riescono a mettere su un’azienda fiorente dal nulla. Ma dopo aver aperto ad Agropoli un negozio di pietre e bijux, il richiamo della terra diventa irresistibile. E per una che, ci confessa, parla con le piante e gli animali e si emoziona davanti allo spettacolo della natura in tutte le sue forme, non è difficile da credere!

giovanna voria

L’idea dell’agriturismo CorBella

In lei, però, matura la necessità di rafforzare il legame con la terra. E comincia a riattare le stalle dell’agriturismo contro tutto e tutti. Giovanna non si abbatte e così come da piccola pascolava le capre ed era la lattaia del paese, andava nei campi e si ritirava prima per cucinare per la famiglia, si dedica anima e corpo a questa idea.

Dalla mamma si fa dare un po’ di ciceri, come vengono chiamati in dialetto, per seminarli nei terreni che poi saranno dell’agriturismo CorBella già nel 1998. E dalle parole passa ai fatti. Intanto, il nome della struttura è un omaggio alla regina del castello medievale che sorgeva in paese, poi distrutto per mano di Federico II di Svevia. La sovrana era nota per il suo cuore buono e proprio in suo onore Giovanna la ricorda nella neonata attività.

giovanna voria

I dettami che sostengono la sua filosofia sono pochi e semplici. Lentezza, cucina naturale, recupero delle tradizioni antiche, rispetto per l’ambiente, stagionalità ed accoglienza. In circa 40 ettari coltiva ulivi, viti, fichi del Cilento, alberi da frutta, erbe spontanee e soprattutto ceci.

L’agriturismo CorBella

Due sono le strutture presenti all’agriturismo CorBella. Una destinata alle sei camere per gli ospiti e una seconda l’agriturismo. Tutte arredate in arte povera cilentana, accolgono ospiti da tutto il mondo e li conducono in un mondo scandito dai ritmi di madre natura. D’estate li coccola l’ampio patio rinfrescato dalla brezza del vicino fiume, d’inverno ci pensa il bel camino che troneggia in sala. Il ristorante interno invece accoglie 40 persone ed è possibile mangiare pure all’esterno.

Ambasciatrice della dieta mediterranea

Di premi e riconoscimenti abbiamo perso il conto. Di sicuro tra i più significativi come vi abbiamo anticipato all’inizio, nel 2017 viene nominata dal quotidiano La città ambasciatrice del Cilento. Sempre nello stesso anno dal Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi è scelta come prima ambasciatrice del mondo per divulgare i suoi principi. Ma di questo abbiamo già parlato in un altro articolo!

giovanna voria

La sua vicinanza ad Ancel Keys considerato il padre della dieta mediterranea (inserita nel 2010 dall’Unesco tra i patrimoni immateriali dell’umanità) è testimoniata in ogni suo progetto. Il motto del nutrizionista americano “mangiare bene per vivere meglio” è anche il credo di Giovanna.

Oltre ad organizzare corsi di cucina ad hoc per formare su sostenibilità e spreco alimentare, volentieri si concentra sugli stranieri e non solo nei laboratori che programma. Se l’andate a trovare, potreste incontrarla anche tra le mucche che vivono allo stato libero, nel castagneto o tra papere e galline.

Ma badate bene. Giovanna ama trasformare solo ciò che la natura dispensa. Prepara, ad esempio, sciroppati, confetture, sottoli e creme salate, soprattutto col fico bianco del Cilento declinandolo in mille modi. Per sua scelta, non ha mai avuto un catalogo per vendere. Semplicemente perché se le manca la materia prima non trasforma nulla.

giovanna voria

*Foto per gentile concessione di Giovanna Voria

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