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mercoledì, Ottobre 5, 2022
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Via Porto, scegli e mangi al top

Ve lo siete mai chiesti cosa succede quando un imprenditore edile matura una grande passione per il food? Beh, io si. Ecco perché sono andata a trovare Mario Salvati che, pur gestendo con successo l’impresa di costruzione di famiglia, si è fatto vincere dalla voglia di mettersi in gioco in un settore nuovo. Per il territorio Mario e la sorella Rossella da anni nutrono un amore sincero ed incondizionato e la molla che li ha spinti a metter su Via Porto – Salumeria e cucina è stata quella di tentare un’operazione seria per valorizzare ciò in cui credono. I prodotti tipici di qualità e una proposta rispettosa della materia prima che inviti il cliente a ritornare per farsi coccolare nel loro locale.

L’idea, quindi, è presto detta: far viaggiare parallelamente la cucina e la salumeria per far assaggiare i veri sapori della tradizione campana a tavola. Via Porto a Salerno è un progetto coraggioso: offre, da una parte, una dispensa dove sono esposte selezioni di prodotti di eccellenza che naturalmente è possibile comprare e che Mario si va a cercare in campagna direttamente dalle aziende preferendo i piccoli produttori e quelli dei Presidi Slow Food e, dall’altra, un locale con soli 40 posti a sedere dove chi si accomoda può scegliere cosa farsi preparare per poi assaporarlo ai tavoli del civico 5 di Via Porto.

La selezione è volutamente non enorme per garantire la genuinità della materia prima e potete portare a casa sia produzioni a media conservazione che fresche, oltre chiaramente a ciò che viene trasformato ai fornelli. Il concetto, insomma, è questo: il cliente chiama e deve chiedere cosa c’è stasera perché la spesa qui si fa tutti i giorni e ci si deve accontentare di ciò che si trova, si sceglie il prodotto che più piace e se lo si fa cucinare al momento. La scelta può essere fatta tra confetture, pasta, legumi, sottoli e sottaceti, carni, pesce, formaggi o verdure ed ortaggi di stagione. E viste le premesse, il menù è davvero aperto poiché varia a seconda dell’approvvigionamento quotidiano. Mi incuriosisce, ad un certo punto, la definizione che Mario Salvati ne dà e che condivido in pieno: è un indicatore, una mappa che aiuta l’avventore a far capire quale avventura gastronomica può vivere e resta un metro di giudizio che viene valutato sempre e comunque nei piatti.

La cucina è ovviamente a vista così come la zona di preparazione dei taglieri sia per coinvolgere chi è seduto sia per mostrare come si lavora. E anche i dolci sono fatti in loco. Il locale, poi, lo ha messo su davvero lui: da costruttore se lo è progettato e realizzato in prima persona e ha pensato anche a come promuoverlo con serate-evento dedicate a tre fili conduttori: l’arte, la musica e la letteratura. Così anche Salerno ha un luogo di ritrovo per appassionati di food che vogliono partecipare a mostre e presentazioni di libri, pranzare, cenare o fare un aperitivo stuzzicando qualche cosa. E scusate se è poco…

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