Rabarbaro, la linea ci ringrazierà

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Ecco perché mangiare rabarbaro fa bene!

Alzi la mano chi conosce il rabarbaro. È una verdura di giugno ed è composta da steli eretti rossi, una voluminosa radice e foglie grandi e verdi con sfumature altrettanto rosse in alcune varietà. Come ci suggerisce l’etimologia del nome, si tratta di una pianta originariamente coltivata  solo da solo dai barbari. Oltre che in cucina, possiamo beneficiare delle sue qualità. Del rabarbaro, poi, esistono più di sessanta varietà.

 

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La composizione del rabarbaro

Come zucchine e sedano, anche il rabarbaro è composto per il 94% di acqua. Il contenuto di carboidrati e fibre è buono, mentre le proteine sono scarse, così come i grassi, quasi assenti. Ricco di vitamine (A, B1, B2, B3, B5, B6, C, E e K), contiene diversi minerali. Su tutti, ferro, magnesio, potassio, calcio, manganese, fosforo, sodio, zinco, selenio e rame. Infine, non gli mancano antiossidanti come tannini e beta-carotene, presente anche nelle carote, (sia come conserva che torta). Inoltre, l’apporto calorico è basso: 21 calorie per 100 grammi di prodotto.

 

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Le proprietà del rabarbaro

Tremila anni fa, nell’antica Cina, le sue proprietà terapeutiche erano già note. E l’imperatore Nung ne era un fan accanito. Ottimo digestivo, il rabarbaro stimola l’appetito e la concentrazione di tannini gli conferisce una doppia attività a livello intestinale. Se assunto in piccole quantità esplica un’azione tonico-stomachica, astringente e antidiarroica, utile in caso di diarrea. In dosi più elevate ha invece effetto lassativo (in alcuni casi svolge una vera e propria funzione purgativa), risultando benefico in caso di stipsi.

 

Inoltre, il rabarbaro è una pianta che protegge la mucosa intestinale ed è usata contro le infezioni intestinali e colite o sindrome del colon irritabile, ulcere e gastriti o infezioni localizzate delle gengive e del cavo orale. Valido aiuto è fornito anche se soffriamo di emorroidi e disturbi di fegato e cistifellea.

 

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Rabarbaro e gioventù

Antiossidanti, beta carotene e composti fenolici che contiene contrastano l’attività dei radicali liberi, proteggendoci dall’invecchiamento. Ma non solo. Il rabarbaro ha anche un’azione antitumorale in grado di prevenire lo sviluppo di diversi tipi di tumore. Si prende cura poi anche del sistema cardiovascolare, sia per il contenuto, ancora una volta, di antiossidanti, che sostengono la funzionalità del cuore, sia per il bassissimo contenuto di grassi e l’assenza di colesterolo.

 

Minerali e vitamine

Ferro ed il rame stimolano la produzione di globuli rossi, aumentando l’ossigenazione del sangue. Grazie alla vitamina K, unitamente al calcio, il rabarbaro mantiene in salute le ossa promuovendone la crescita e favorendone la riparazione, così come il sistema nervoso e il cervello. Il rabarbaro è anche antinfiammatorio su scottature e ferite, oltre che emolliente, antisettico e tonico. Discreta la sua azione diuretica ed è utile addirittura contro i dolori mestruali. Infine, favorisce la perdita di peso sia per il basso apporto calorico che per la sua azione sul metabolismo, velocizzandolo la capacità di bruciare grassi.

 

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Il rabarbaro in cucina

Dal mese di aprile fino a inizio estate lo troviamo in commercio. Essiccato o sottoforma di polvere, a livello culinario, del rabarbaro si usano solo le coste, unica parte commestibile della pianta, dal sapore amarognolo. Viceversa, le foglie risultano tossiche per l’acido ossalico; la loro ingestione può provocare forte bruciore alla gola, con nausea e vomito.

 

In cucina il rabarbaro si presta a molte ricette sia dolci che salate. Può essere naturalmente aggiunto a insalate miste, soprattutto con la frutta in modo che il sapore amaro si attenui. Un abbinamento ideale è con patate lesse, avocado, carote, asparagi e succo di limone. Può anche essere utilizzato per preparare marmellate o aggiunto ad una confettura particolarmente dolce, come quella di fragole. Da provare anche liquori e amari tonico-digestivi o decotti, gli infusi e le tisane, efficaci per i problemi di fegato.

 

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Consigli per acquisto e pulizia

Quando stiamo per comprarle, le coste di rabarbaro devono essere rosso uniforme e non devono presentare ammaccature o spaccature. Di solito più il colore è vivo, meno amaro risulterà il sapore. Se lo portiamo a casa con le foglie, è necessario, come già detto, eliminarle visto che sono tossiche.

 

Prima dell’utilizzo, laviamo le coste con acqua e bicarbonato, già sbucciate. Se non si utilizzano subito, conserviamole per alcuni giorni in sacchi di carta bucherellati. La parte sotterranea della pianta è invece utilizzata in farmacia e fitoterapia, utile per regolare la digestione e l’appetito e migliorare le funzioni intestinali, oltre che in caso di dismenorrea e amenorrea.

 

*Foto IStock