Scopri la tradizione campana del pranzo dell’Immacolata!
Sebbene non c’è un vero e proprio menù per il pranzo dell’Immacolata, in Campania ogni famiglia festeggia la vigilia della prima ricorrenza del Natale. Già abbiamo ripercorso la tradizione della nostra penisola partendo dal nord. Siamo passati per il centro e abbiamo fatto tappa a sud assaporando regione per regione.

Eppure è innegabile che l’8 dicembre crei un’atmosfera speciale. È festa grande ai fornelli prima ancora che a tavola, quindi. I preparativi cominciano di buon mattino per essere pronti per il pranzo dell’Immacolata. Si fa a gara innanzitutto per i primi, mare o pesce non importa, ma tutti naturalmente elaborati. Tra le mille e una ricetta spiccano gli sformati di pasta, qui vi lasciamo il link del timpano di Antonio Tubelli.

Qualcuno invece si concede un’anteprima del più classico dei classici, gli spaghetti alle vongole. C’è poi la corsa a procurarsi pesce fresco da portare a casa e ci si fa raccomandare per accaparrarsi la materia prima migliore. E non dimentichiamo che in Costiera Amalfitana si celebra sua maestà la colatura di alici!

Quanto al secondo, il pranzo dell’Immacolata predica il baccalà, principalmente fritto. Questo piatto, è innegabile, fa tanto Natale e ci concede un assaggio della prossima vigilia di Capodanno. Qualcuno opta per un altro squisito secondo e lo associa o con i peperoni cruschi per un’incursione anche in Basilicata. E sono davvero da provare pure lo spaghettino topinambur, baccalà e caffè o i fusilloni con broccoli e baccalà o in versione genovese. Qui vi suggeriamo la ricetta di uno chef del Casertano, Antonio Ruggiero.

In qualche casa, però, l’ho assaggiato anche all’insalata insieme al capitone, considerato unico e degno sostituto. Certo, non manca la pizza di scarole che è davvero squisita a patto di dedicarsi con cura alla preparazione delle verdure. I più arditi osannano alla modernità. Il pranzo dell’Immacolata sembra un’occasione troppo ghiotta per non sperimentano qualche novità. Pur non rinunciando alle scarole, le propongono in un succulento panino hamburgher e scarola magari per far contenti i più piccini.

Gran finale assicurato dai dolci. È a questo punto forse ancora di più che si respira davvero il Natale a tavola. I più tradizionali sono le zeppole calde. Diverse da quelle classiche, seguono una ricetta che può avere varianti da quartiere a quartiere. Ma di rito si preparano quelli tipici delle feste. Su tutti, ottimi i roccocò ma anche gli struffoli.

Le minuscole palline fritte ed intinte nel miele invogliano chiunque a commettere il proprio peccato di gola. Specie se non osservato, il temerario o la temeraria sfida gli occhi previdenti della mamma o della nonna e se ne ruba un boccone. Che goduria! Se avete voglia di approfondire, ecco un goloso link sui dolci dell’Immacolata da nord a sud!
*Foto IStock
